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Elettrico vs Benzina: il dato di dicembre che nessuno si aspettava

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 27 gen 2026
Elettrico vs Benzina: il dato di dicembre che nessuno si aspettava
A dicembre 2025 gli EV hanno superato le auto a benzina nell'UE. Analisi dettagliata di quote di mercato, modelli più venduti e strategie dei costruttori europei e internazionali.

Il panorama automobilistico del mercato europeo si trova oggi a un bivio epocale, dove la trasformazione non è più soltanto annunciata ma già tangibile nei numeri e nelle scelte dei consumatori. Nel dicembre 2025, per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, le vendite dei veicoli elettrici hanno superato quelle delle auto a benzina, raggiungendo una quota del 22,6% contro il 22,5% delle motorizzazioni tradizionali. Questo dato, che a prima vista potrebbe sembrare solo una semplice fotografia mensile, in realtà racconta molto di più: è il sintomo di una transizione strutturale ormai avviata e, con ogni probabilità, irreversibile.

Se allarghiamo lo sguardo a Regno Unito e Paesi EFTA, la penetrazione degli EV tocca addirittura il 26,3%, sottolineando come la rivoluzione sia un fenomeno paneuropeo e non limitato ai confini dell’Unione. Tuttavia, un’analisi su base annua restituisce una fotografia leggermente diversa e invita alla prudenza: nel 2025, infatti, il segmento degli ibridi mantiene saldamente la leadership con una quota del 34,5%, mentre le auto a benzina scendono al 26,1% e i veicoli elettrici si attestano al 19,5%. Questo dato ci ricorda che la transizione non è un percorso lineare, ma una strada fatta di accelerazioni, rallentamenti e inevitabili aggiustamenti.

Il vero crollo, quasi da manuale di storia dell’automobile, riguarda il diesel. Un tempo padrone incontrastato del mercato, oggi vede la sua quota ridursi al 7,7%, in discesa dal 10,4% del 2024. Se pensiamo che solo poco più di dieci anni fa il diesel deteneva oltre il 50% delle immatricolazioni, il dato attuale assume i contorni di una rivoluzione silenziosa ma inarrestabile. Un vero e proprio tramonto, reso ancora più evidente dalla crescente pressione normativa e dal mutato sentire comune in tema di sostenibilità ambientale.

Nel cuore di questa nuova era si combatte una battaglia serrata tra modelli e marchi. In testa troviamo il Tesla Model Y, che pur registrando una contrazione del 28% rispetto all’anno precedente, mantiene il vertice delle vendite con 151.331 unità. Subito dietro si piazza la Skoda Elroq, che con 94.106 esemplari consegnati conferma la capacità del marchio di inserirsi con decisione nel segmento delle auto a zero emissioni. Non meno rilevante è la performance della Tesla Model 3, che si attesta a quota 86.261 unità, consolidando il ruolo di Tesla come punto di riferimento per l’innovazione e la tecnologia nel comparto elettrico.

Ma la partita non si gioca solo tra i colossi già affermati. Sullo sfondo, marchi come Volkswagen ID Polo e Dacia si preparano a lanciare modelli a prezzi più accessibili, con l’obiettivo dichiarato di conquistare quella fascia di clientela ancora indecisa se compiere il grande salto verso l’elettrico. La strategia è chiara: offrire soluzioni che sappiano coniugare tecnologia, affidabilità e convenienza, abbattendo le ultime barriere all’ingresso rappresentate da costi ancora percepiti come elevati e dalla diffusa preoccupazione per la capillarità delle infrastrutture di ricarica.

Non bisogna però lasciarsi travolgere dall’entusiasmo. Gli esperti sottolineano come il dato record di dicembre sia il risultato di una serie di fattori concomitanti: incentivi statali particolarmente generosi, ampliamento dell’offerta di veicoli elettrici, miglioramento delle infrastrutture di ricarica e una crescente attenzione dei consumatori verso la sostenibilità. Tuttavia, il vero banco di prova sarà la capacità del settore di trasformare un exploit mensile in una tendenza strutturale e duratura. In gioco ci sono variabili complesse come il costo totale di possesso, la durata delle batterie e, non da ultimo, la fiducia dei consumatori nell’affidabilità e nell’autonomia delle nuove tecnologie.

Nel frattempo, la concorrenza si fa sempre più agguerrita. L’arrivo di nuovi modelli, in particolare da parte dei costruttori asiatici, promette di mettere ulteriore pressione sulla marginalità industriale dei player tradizionali. Le case automobilistiche sono chiamate a una sfida senza precedenti: innovare senza perdere di vista la sostenibilità economica, rispondere alle nuove esigenze di mobilità senza sacrificare la qualità e la sicurezza che hanno reso celebre il made in Europe.

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