Microlino: l’erede elettrica della storica Isetta è pronta al debutto

Già raggiunte 15.000 ordinazioni per la microcar a zero emissioni dichiaratamente ispirata alla icona degli anni 50.

Ricordate “Microlino”? È la microcar elettrica dalle forme volutamente rétro, e dichiaratamente erede spirituale della storica Isetta che in Italia venne “soffocata”, a fine anni 50, dall’allora arrembante boom della motorizzazione, ma che più fortuna conobbe in Germania dove venne prodotta su licenza Bmw fino alla prima metà degli anni 60. Il progetto, ripreso tre anni fa dalla company svizzera Micro Mobility Systems (ricordiamo l’esposizione di un prototipo al Salone di Ginevra 2016), con a capo Wim Ouboter, coadiuvato dai figli Oliver e Merlin e con l’aiuto dell’Università di Zurigo e della creative company Designwerk, si prepara adesso alla fase di debutto sul mercato.

Già definito il prezzo di vendita: 12.000 euro il modello-base (batteria al litio-ferro-fosfato da 8 kWh che offre un’autonomia massima di 125 km previa ricarica completa in circa quattro ore attraverso una comune “presa” domestica); 17.500 euro la variante con batteria, sempre al litio-ferro-fosfato, potenziata a 14 kWh e fino a 200 km di autonomia. Allestimenti ed accessori possono essere scelti attraverso uno specifico configuratore online (consultabile a questo link).

Microlino: tutti gli allestimenti

Il “capitolato” della simpatica microvettura “zero emission” Microlino (qui il nostro approfondimento del 2018) prevede, nello specifico, otto tinte carrozzeria (Vienna White; Gotham Black; London Grey; Zurich Blue; Paris Mint; Milano Red; Amsterdam Orange; Barcelona Brown), un set di “tradizionali” cerchi in acciaio da 13” con pneumatici estivi (una volta completata l’ordinazione ed in attesa dell’acquisto finale, è possibile acquistare un treno di pneumatici invernali), rivestimenti abitacolo semplificati per assicurare una rapida ed agevole pulizia degli interni. La configurazione “Townie”, che debutterà sul mercato dopo le consegne dei primi 500 esemplari “Pioneer”, si presenta allestita con impianto di riscaldamento e ventilazione, tettuccio apribile in tela, parabrezza anteriore e lunotto riscaldabili, fanaleria Bi-Led, due prese Usb, caricabatterie “domestico”, finestratura in tinta e vetri laterali scorrevoli.

Come accennato, le prime consegne riguarderanno la versione-lancio “Pioneer Edition” (1.500 franchi svizzeri di sovrapprezzo), che alla dotazione standard aggiunge grafiche esterne dedicate, targhetta con la numerazione progressiva di ciascuno dei 500 esemplari che verranno prodotti, un Micro Kickscooter (monopattino prodotto dalla stessa Micro Mobility Systems) ripiegabile nel piccolo vano bagagli, impianto audio con connettività Bluetooth, tappetini in gomma personalizzati ed illuminazione abitacolo “ambient” a Led.

Contestualmente al “lancio” di Microlino Townie, la gamma della interessante elettro-vetturetta svizzera a due posti ispirata alla storica Iso Isetta si amplierà alla serie “Urbanite” (in vendita, sempre dopo il primo lotto di 500 unità “Pioneer”, con 1.000 franchi di sovrapprezzo): all’equipaggiamento-base, presenta in più l’impianto audio con Bluetooth, il supporto per smartphone, l’illuminazione “ambient” a Led interna, il monopattino nel bagagliaio ed i tappetini in gomma disegnati ad hoc.

A richiesta, il configuratore online di Microlino (attualmente, indicano i vertici di Micro Mobility Systems, le prenotazioni sono circa 15.000) offre, nell’ordine: copricerchi in plastica, interni “Premium” (rivestimenti abitacolo in ecopelle con cuciture in bianco a contrasto e sedili regolabili; display centrale multifunzione; vano portabottiglie; pratiche tasche laterali), e la batteria potenziata.

C’è già una rivale: è Artega Karolino

A quanto pare, il destino della “stirpe” Isetta vede, a distanza di decenni, un copione sostanzialmente simile. Ovvero, quello di essere commercializzata sotto diversi nomi da altrettante Case produttrici. Fu così sessant’anni fa (da Iso a Bmw; e ancora, sonno le meno note Rami e Velam). E, curiosamente, sembra essere così adesso, nella fase di ritorno sul mercato che molti elettro-appassionati (e pure alcuni “nostalgici”) si attendono. Nello specifico, Microlino potrebbe, nel futuro, debuttare sì in vendita a marchio Micro Mobility Systems; ma anche, ovviamente con un altro nome, a cura di Artega, l’azienda tedesca factory artigianale fondata a Delbrück nel 2006 da Klaus Dieter Frers che, fra le altre, a Ginevra 2017 presentò la coupé elettrica Scalo Superelletra dal corpo vettura firmato Touring Superleggera.

In origine, gli accordi per la produzione di Microlino erano stati siglati da Micro Mobility Systems con l’azienda imolese Tazzari (già nota per la produzione delle elettro-microcar Zero); l’agreement, tuttavia, saltò nel 2018, a causa – sembrerebbe – dell’elevato quantitativo di ordinazioni nel frattempo ricevute per Microlino, non supportabili interamente dall’azienda di Imola. L’assemblaggio fu, quindi, affidato da “Micro” ad Artega. Nelle scorse settimane, però, sarebbe nata una serie di contrasti fra i vertici delle due aziende, sembra a causa della “scarsa qualità” riscontrata da Ouboter negli esemplari pre-serie di Microlino. Episodio che avrebbe portato la dirigenza Artega ad annunciare l’imminente sviluppo di una microcar elettrica, che sarebbe ribattezzata Karolino e – “Migliorata in più di 150 particolari: dalle sospensioni all’illuminazione; dalle rifiniture interne ai sistemi di connettività multimediale fino ai tempi di ricarica, più rapidi”, annuncia Artega (qui il link alla pagina corporate) – potrebbe debuttare in anteprima, il prossimo settembre, in occasione del Salone di Francoforte 2019. Staremo a vedere.

E all’orizzonte spunta anche Nobe

Con Microlino (e, quando lo vedremo all’IAA, Karolino di Artega), la micromobilità elettrica conosce una interessante fase di evoluzione che abbina soluzioni up-to-date ad un’immagine marcatamente “vintage”. Oltre alla “Isetta del 21. secolo”, è peraltro all’orizzonte la altrettanto simpatica ed accattivante Nobe 100 (qui il nostro approfondimento di presentazione), vetturetta a tre ruote – e, appunto, a trazione elettrica – che punta molto della propria personalità su un deciso sapore anni 50, ma che è frutto di un progetto di crowdfunding.

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