Lightyear One: l’auto solare elettrica in arrivo nel 2020

Verrà presentata nei Paesi Bassi la Lightyear One una vettura che sfrutta l’energia solare e che promette un’autonomia sorprendente. Commercializzazione a partire dal 2020.

Verrà presentata il prossimo 25 giugno nei Paesi Bassi la Lightyear One, una innovativa auto che adotta pannelli solari sul tetto e che debutterà con il prototipo che anticipa un modello da produzione. Non verrà realizzata in serie ma in un numero ridotto, ed avrà un prezzo commerciale piuttosto alto, si parla di 120.000 euro circa. Ci saranno quattro edizioni: Signature Edition (prime 10 unità, consegna inizio 2020); Pioneer Edition (prime 100 unità, consegna nel 2020); Lightyear One (fino alla numero 500, consegna nel 2021), richiesto anticipo di 19.000€; Lightyear One (dalla numero 501 in poi, consegne a fine 2021), richiesto anticipo di 4.000 euro.

Questa vettura adotta delle soluzioni sorprendenti, innanzitutto l’auto avrà la trazione integrale, tramite l’utilizzo di quattro motori indipendenti, le parti meccaniche saranno ridotte al minimo, ed è pensata per massimizzare l’autonomia che arriva fino a 400/800 chilometri (WLTP) a seconda della batteria scelta. Il costruttore dichiara una potenza di carica dai 3,7 kW casalinghi ai 50 kW delle stazioni rapide, però tramite i pannelli solari, l’infrastruttura non sarà fondamentale per iniziare a guidare elettrico. Per raggiungere un livello così alto di autonomia ed efficienza è stato fondamentale lavorare sull’aerodinamica che migliora del 15/20% rispetto alle migliori in circolazione oggi, e sulla massa che in questo caso viene ridotta grazie ad alluminio e CFRP (plastica rinforzata in fibra di carbonio) e anche grazie all’uso di una batteria più compatta e leggera.

Come funziona?

I pannelli solari collocati sul tetto sono collegati in parallelo a batteria e motore: quando il sole entra nel sistema ha una energia maggiore di quella richiesta dal motore (guida lenta o auto ferma), l’energia in eccesso viene immagazzinata nella batteria. La soluzione di Lightyear è stata quella di minimizzare la potenza richiesta dai motori e massimizzare l’efficienza delle celle solari. Le celle solari sono una soluzione ambiziosa, che in base ad alcuni dati viene indicato che guidando per 20.000 chilometri in un anno si riuscirebbe a coprire con il sole il 43% dell’energia totale richiesta: l’irradiazione solare media a Milano permetterebbe di generare 749 kWh/m2 annui, cifra che sale a 895 kWh/m2 a Roma.

Il tetto

Il tetto solare di Lightyear è composto da 3 elementi principali: vetro con strato esterno, che protegge le celle e lascia passare la luce; modulo fotovoltaico (PV) che contiene le celle solari; struttura di supporto a cui è laminato il modulo fotovoltaico tramite processi sviluppati dall’azienda per ridurre il peso della struttura mantenendo la resistenza e rigidità necessarie. Il tetto è molto resistente ed è stato sviluppato per avere una vita media molto superiore rispetto ad una macchina tradizionale, in più è stato testato con un’esposizione di energia doppia rispetto alle condizioni abituali, da garantire la resistenza anche ai casi di irraggiamento atipici come l’auto parcheggiata vicino a superfici riflettenti.

Simulazioni

Il produttore ha calcolato che un viaggio da Amsterdam a Innsbruck (1800 chilometri) sarebbe possibile con sole due ricariche tra andata e ritorno per un totale di 3 ore di fermo macchina. I 1.084 chilometri di un percorso Parigi-Berlino, invece, sarebbero percorribili con zero emissioni e zero ricariche. I dati presi in causa tengono in considerazione sia il picco di potenza (1.250 Wp nei Paesi Bassi), sia un fattore di perdita dovuto all’ombra. Guidando per 60 minuti a mezzogiorno in condizioni soleggiate e senza traffico si recuperano circa 15 chilometri essenziali magari per raggiungere una colonnina in situazioni di emergenza.

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