Tesla si prepara a sbarcare in Europa?

Secondo una indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, fra i vertici Tesla e le autorità di due località di Germania e Olanda ci sarebbero colloqui preliminari per la realizzazione di due siti produttivi.

Tesla si prepara a sbarcare in Europa?

Tutto su: Tesla

di Francesco Giorgi

02 agosto 2018

Il posizionamento di Tesla come concretizzazione ai propri piani produttivi “di massa” potrebbe passare attraverso un piede in Europa. Come altri big player, che danno vita a progetti di decentramento aprendo nuovi siti produttivi nei principali mercati di riferimento, anche la factory fondata e guidata da Elon Musk si preparerebbe ad aprire un proprio impianto di assemblaggio nel “Vecchio Continente”. La notizia è stata riportata, nelle scorse ore, dal Wall Street Journal: secondo l’autorevole quotidiano economico-finanziario, fra i vertici Tesla e le amministrazioni locali di due località in Germania ed Olanda sarebbe in corso una serie di colloqui volti all’inaugurazione di nuovi stabilimenti europei.

A Palo Alto – sede di Tesla – non confermano la news; tuttavia, a voler fare “uno più uno”, c’è un tweet pubblicato lo scorso giugno da Elon Musk sul proprio profilo social, nel quale il numero uno dell’azienda sembrava voler indicare, con una certa chiarezza, di considerare la Germania come una testa di ponte per la penetrazione del marchio in Europa: “La Germania – scriveva Elon Musk – appare come la scelta ‘numero uno’ per l’Europa. Più precisamente, in prossimità del confine con la Francia, che geograficamente è una delle zone più vicine ai Paesi del Benelux”.

Proprio in Olanda, del resto, ha sede un impianto di assemblaggio della lineup Tesla (Model S e Model X) che proviene, in parti staccate, dagli USA. Uno stabilimento dalle dimensioni relativamente contenute, e piuttosto lontano dalla vision di Elon Musk che vede una Gigafactory per il futuro dell’azienda: un complesso, cioè, in grado di produrre auto elettriche e batterie, queste ultime cruciali per le strategie industriali e commerciali dell’azienda in quanto “cuore” tecnologico di Tesla.

D’altro canto, proprio la Germania è attualmente una delle Nazioni big sulle quali si gioca il futuro della mobilità “zero emission”, come messo in evidenza – in tempi recenti – dalle strategie di sviluppo comunicate dai “big three” Bmw, Daimler-Benz e Volkswagen e rivolte ad una decisa accelerazione in materia di nuovi modelli elettrificati. Se a ciò si aggiunge che il nord Europa – la stessa Germania e la Norvegia, unitamente alla clamorosa indicazione del Governo olandese, risalente allo scorso autunno, di concedere l’immatricolazione a partire dal 2030 unicamente a vetture a propulsione elettrificata (l’obiettivo era rivolto ad una riduzione di un ulteriore 50% le emissioni di CO2 entro quella data, e già il 25% in meno entro il 2020), il quadro potrebbe già iniziare a delinearsi.

Si è scelto volutamente il condizionale in quanto, come accennato, i vertici Tesla non hanno al momento fornito alcuna conferma. Appare in ogni caso altrettanto chiaro che l’azienda fondata da Elon Musk, dopo un decennio di costruzione di una propria “nicchia”, si prepara ad un rilancio in grande stile della propria immagine attraverso il debutto, sempre più vicino, della berlina compatta Model 3, che dopo una delicata fase di rallentamento produttivo, nelle scorse settimane ha raggiunto gli obiettivi prefissati di 5.000 unità prodotte alla settimana.