La cinese LVCHI produrrà auto elettriche in Italia?

Partnership fra il giovane brand cinese LVCHI Auto e I.DE.A. Institute di Moncalieri. A Ginevra la supercar elettrica Venere; successivamente, un programma di assemblaggio di auto elettriche in Italia.

Una nuova lineup di auto elettriche di piccole dimensioni, a progettazione cinese e di stile italiano, potrebbe essere prodotta in Italia. Ma prima, il ruolo di battistrada sarebbe appannaggio di una inedita “supercar” (anch’essa a zero emissioni) attesa all’imminente Salone di Ginevra, in programma dall’8 al 18 marzo.

È quanto viene anticipato in queste ore dai vertici del “brand” cinese LVCHI Auto, una delle più recenti realtà della “Terra di Mezzo” specializzate nello sviluppo di veicoli elettrici – e I.DE.A Institute, studio di progettazione con sede a Moncalieri (Torino) fondato nel 1978 dal designer genovese Franco Mantegazza e autore, fra gli altri, delle linee di Fiat Tipo e Lancia Dedra, Fiat Tempra ed Alfa Romeo 155, la seconda generazione di Lancia Delta e Fiat Palio, Lancia K e, in periodi più recenti, Daewoo Nubira, Tata Indica, Kia Rio, Tata Indico e Tata Nano. Dopo un delicato periodo nel quale fu al centro di numerosi passaggi di proprietà, I.DE.A. Institute entrò nel 2009 a far parte della holding svizzera Rieter per essere successivamente acquisito dai tedeschi di Quantum Kapital, i quali nel 2012 ne cedettero le quote ad MPS Automotive; nel 2014, I.DE.A. Institute è tornato ad essere uno studio di progettazione indipendente.

LVCHI Auto (sigla che sta per “Leading Votive Cooperative Harmonius Innovative”), fondata nel 2016, fa parte della holding ZNDD, Gruppo che – chiarisce l’amministratore delegato Xiangyin Wang – punta a diffonderne una nuova produzione automotive sui più importanti mercati mondiali: entro il 2022, indica il programma di intenti comunicato dal manager del Gruppo cinese, intende raggiungere una quota produttiva nell’ordine di 400.000 autoveicoli, per raggiungere un bacino di utenza inizialmente domestico, in virtù del fatto che la stessa ZNDD annovera al proprio interno aziende specializzate nella produzione di batterie e di componenti EV e società che si occupano della distribuzione di veicoli elettrici di piccole e medie dimensioni. Secondo il progetto reso noto dal CEO di LVCHI Auto, nel 2023 un volume di 100.000 veicoli (su 550.000 totali da raggiungere entro quella data) potrebbe essere assemblato in Italia, fra citycar, SUV di medie dimensioni, berline e monovolume. Tutti modelli che avranno in comune la propulsione a zero emissioni e, relativamente alle future citycar, la medesima impostazione di piattaforma (nello specifico, un pianale modulare “CC-Platform” sviluppato a Moncalieri).

Nel frattempo, la nuova alleanza cinese-italiana ha individuato in Italia la sede di produzione per la inedita coupé high performance “Venere”, modello di vettura elettrica attesa in anteprima assoluta al prossimo Salone di Ginevra. La concept Venere, dalle linee coupé (o berlina sportiva) a quattro porte con apertura “ad armadio” e basata su una cellula centrale in fibra di carbonio con telai supplementari (anteriroe e posteriore) in alluminio, misurerà circa 5,12 m di lunghezza, 1,95 m di larghezza e 1,44 m di altezza. Equipaggiata con un’unità elettrica a sua volta alimentata da batterie agli ioni di litio da 100 kWh (autonomia stimata: 500 km), raggiungerebbe una velocità massima di 250 km/h e i 100 km/h con partenza da fermo in circa 3”. La produzione – limitata a 500 unità – della supersportiva elettrica Venere dovrebbe essere avviata nel 2019, in un impianto ancora da definire. Ulteriori dettagli tecnici saranno resi noti al momento della première ginevrina.

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