Dyson, dall’aspirapolvere all’auto elettrica

Entro il 2020, il tycoon degli elettrodomestici a tecnologia ciclonica James Dixon intende produrre una inedita auto 100% elettrica: già si parla di un maxi investimento.

La Gran Bretagna del post-Brexit vedrà la nascita di nuove realtà automotive indipendenti? Sembra di sì, a giudicare dalle notizie che negli ultimi giorni si avvicendano in merito ai progetti relativi allo sviluppo di aziende che si prefiggono la realizzazione di nuovi modelli.

Dopo l’annuncio della scorsa settimana, a firma del tycoon Jim Ratcliffe (presidente e direttore esecutivo di Ineos, gigante della chimica da lui fondato nel 1998) relativo al “Projekt Grenadier”, piano di rilancio industriale per un veicolo offroad “duro e puro” erede di Land Rover Discovery, in queste ore un altro big player dell’industria di oltremanica richiama l’attenzione su di sé.

Si tratta di James Dyson, vulcanico fondatore e numero uno dell’impero degli elettrodomestici a tecnologia ciclonica, che ha annunciato ai dipendenti della propria azienda un ambizioso programma rivolto ad un clamoroso progetto di diversificazione delle attività aziendali: la creazione, a breve-medio termine, di un’auto elettrica.

Già indicato anche il periodo di “lancio”: la “Dyson-car” è attesa sul mercato entro il 2020. È un lasso di tempo decisamente breve per una realtà industriale che, almeno ufficialmente, non ha mai avuto a che fare con il comparto automotive: ciò porterebbe all’ipotesi che nei cassetti della Dyson ci sia già almeno un progetto in embrione relativo ad un veicolo a zero emissioni.

Del resto, in una nota diramata ai dipendenti dell’azienda, lo stesso Sir James Dyson ha indicato come già una ventina di anni fa l’azienda avviò una serie di studi preliminari su una “tecnologia ciclonica” per autoveicoli (il cui principio di funzionamento era, grosso modo, simile a quella che ha contribuito a costruire la fortuna industriale per Dyson, inventore degli “aspirapolvere senza sacchetto”) la cui prerogativa veniva rappresentata dall’assorbimento delle polveri sottili nei motori a gasolio. Un progetto che, all’epoca, venne messo da parte  forse a causa di un non adeguato interessamento da parte delle Case costruttrici.

Aspirapolvere, asciugacapelli, asciugamani elettrici, ventilatori e umidificatori hanno, da 26 anni, costituito il core business di Dyson: adesso, ad ampliare il proprio raggio d’azione, non manca che un settore di impresa di sicuro interesse, per quanto già consolidato dai piano di sviluppo intrapresi dai big player automotive: quello delle auto elettriche. Ed è chiaro che, in questo senso, l’idea in mente a James Dyson dovrà produrre un veicolo in grado di creare competitività nel settore, differenziandosi da ciò che attualmente è in produzione e, soprattutto, da quanto verrà immesso sul mercato a medio termine.

Bocche cucite, ovviamente, su eventuali progetti e idee: più avanti se ne saprà di più. È vero, tuttavia, che Dyson sembra intenzionato a fare sul serio: alcune fonti Web indicano che il tycoon degli elettrodomestici hi-tech abbia pronto un maxi-investimento da 2 miliardi di sterline ed una squadra di 400 fra tecnici ed ingegneri, oltre all’impiego di batterie allo stato solido per l’alimentazione delle future auto elettriche.

Altri contenuti