Incentivi moto e scooter: un cavillo blocca il sistema

Gli incentivi per la rottamazione di un veicolo veicolo a due ruote e conseguente sostituzione con un mezzo elettrico non sta funzionando a causa di un problema nel sistema informatico.

Incentivi moto e scooter: un cavillo blocca il sistema

di Tommaso Giacomelli

15 Maggio 2019

Sono stati stanziati circa 10 milioni di euro per gli incentivi alla rottamazione di moto e ciclomotori Euro 0, 1 e 2 e per la loro sostituzione con un altro veicolo a due ruote ma elettrico per l’anno 2019. L’iniziativa è partita nel mese di aprile e per il momento sono stati utilizzati soltanto 100.000 euro, come è facilmente visionabile tramite il Ministero per lo Sviluppo Economico. Come mai gli incentivi stentano a decollare? perché è stata rilevata una falla nel sistema che impedisce a pieno di poter usufruire di questi vantaggi.

Sono circa un milione i ciclomotori appartenenti alle classi Euro 0 e 1, immatricolati ante 2004, cioè tutti quelli che avevano il vecchio “targhino” e che sono poi stati immatricolati nuovamente. Questa categoria non è riconosciuta dal sistema informatico attraverso il quale i concessionari hanno accesso ai fondi pubblici per ottenere l’erogazione dell’incentivo. Questi mezzi non sono riconosciuti come inquinanti e di conseguenza non possono godere degli incentivi alla rottamazione. Il vecchio scooter o la vecchia moto rimangono così nella disponibilità del proprietario.

L’incentivo alla rottamazione e conseguente cambio con un veicolo a due ruote elettrico è particolarmente apprezzato dagli operatori del settore che auspicano sia un rinnovamento del parco circolante e una sempre maggiore diffusione della mobilità elettrica, ma questa falla burocratica impedisce di fare sostanziali passi in avanti. Per sbrogliare la situazione basterebbe che il Ministero per lo sviluppo economico, i tecnici del Ministero dei Trasporti e la Motorizzazione Civile trovassero un accordo e concedessero ai concessionari di andare oltre il sistema informatico per gli incentivi, inserendo in modo manuale la classe inquinante, se il cervellone non riesce a identificare un ciclomotore che ha tutti i requisiti per essere rottamato. Questo è l’auspicio di tutti, vedremo nei prossimi mesi se la situazione sarà migliorata o se i concessionari saranno ancora bloccati al punto di partenza e con gli incentivi congelati per un fastidioso cavillo.