Kawasaki Z 900 RS e RS Cafè: debuttano nuovi colori

Tommaso Giacomelli
12 Luglio 2018
Kawasaki Z900 RS

Sono previste per il 2019 delle nuove tinte e livree per le due Z 900 RS e Z 900 RS Cafè Racer di Kawasaki. Le due moto si ispirano fortemente al passato.

Kawasaki ha proposto sul mercato una moto che guarda al passato, la Z 900 RS, fornendoci un omaggio ad una due ruote che ha segnato un’epoca la Z1 900 Super 4 del 1972. Questa moto è da considerare a tutti gli effetti un vero spartiacque, perché con essa sono nate le supermoto di cui questa è stata la capostipite, grazie ai suoi 82 cavalli. Sono ormai lontani gli anni ’70, ma la attuale Kawasaki ha tutto quanto il necessario per ricordare quel periodo di gloria, ma al tempo stesso possiede quegli elementi che la rendono una moto attuale e soprattutto moderna, e con un motore che sprigiona una gran bella potenza. Stiamo parlando infatti di un quadricilindrico da 948 cc e 111 cv che garantisce una forte spinta.

La Z900 RS ha un equipaggiamento di tutto rispetto, provvisto di sospensioni regolabili con forcella a steli di 41 mm e monoammortizzatore a gas, le pinze monoblocco radiali con la pompa al manubrio e una coppia di dischi semi flottanti da 300 mm e il controllo di trazione (KTRC) regolabile su due livelli e disinseribile. Quello che ricorda fortemente la vecchia Kawa del passato è certamente il serbatoio a goccia, il faro tondo che capeggia sul frontale e i collettori in acciaio cromato. In alternativa alla Z 900 RS, Kawasaki presenta una variante Cafè Racer, la quale si presenta con un manubrio a piega bassa, il cupolino retrò e grafiche speciali che rimandano alla memoria le livree delle giapponesi di Akashi impegnate nei campionati “Endurance” degli anni 70 e 80. Per il 2019 saranno in arrivo anche nel mercato europeo delle nuove colorazioni per le due Z 900 RS e Z 900 RS Cafè Racer, le quali potranno essere ordinate con la tinta azzurra con banda grigia, o in tinta grigia con banda verde. Anche queste sono un forte richiamo agli che furono di Kawasaki, perché come insegna la storia, bisogna imparare dal passato per guardare al futuro.

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