Volkswagen interrompe la cessione di Ducati

Il Gruppo Volkswagen interrompe definitivamente la cessione di Ducati, in seguito alle opposizioni da parte dei lavoratori e dei sindacati.

Volkswagen interrompe la cessione di Ducati

di Tommaso Giacomelli

03 Ottobre 2017

Alla fine è arrivata la conferma, dopo il susseguirsi di notizie nei mesi scorsi, che parlavano di uno stop alla cessione di Ducati da parte del Gruppo Volkswagen. Siamo quindi giunti a questo punto, poiché le unioni dei lavoratori insieme ai sindacati sono riusciti a bloccare l’operazione. A dare l’ufficialità della notizia ci ha pensato Claudio Domenicali, CEO di Ducati, che ha informato i dipendenti e i lavoratori di Borgo Panigale. Quindi viene interrotta un’operazione che avrebbe portato nelle casse del colosso tedesco oltre gli 1,5 miliardi di euro, cifra utile per ripianare le perdite subite dopo lo scandalo Dieselgate. L’azienda italiana di moto, rimane perciò controllata da Audi all’interno del Gruppo VW.

Fermati gli acquirenti

Si interrompe bruscamente la cessione di Ducati, che avrebbe fruttato a Volkswagen ben più del doppio di quanto avevano investito nel 2012 per rilevare l’Azienda di Borgo Panigale. Negli ultimi tempi si era parlato di un interessamento nelle quote di Ducati da parte di alcuni importanti imprenditori, prima fra tutti la famiglia Benetton, anche se non di meno era la volontà di Polaris di acquistare questo importante marchio. La ribalta sportiva che sta ottenendo in MotoGP, ha riacceso le luci su Ducati, a tal punto che anche Harley Davidson aveva fatto più di un pensierino sulle rosse italiane, anche se la voce non è mai stata confermata al 100%. A questo punto Ducati rimane nelle mani del Gruppo VW che comunque ha portato una solidità economica consistente e in meno di cinque anni ha fatto raddoppiare il valore intero di tutta l’azienda. Se i risultati sportivi e quelli commerciali continuano a migliorare come in questo ultimo periodo, il valore intero di Ducati potrebbe lievitare ancora, e chissà che da Wolfsburg qualcuno non possa pensare nuovamente di mettere in vendita la prestigiosa casa di origine italiana. Lavoratori e sindacati permettendo.

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