Sotto il cofano di questa Datsun c’è un segreto da 12 cilindri
Nel mondo del tuning, dove l’originalità incontra la sfida tecnica, c’è chi osa davvero oltre i confini dell’ortodossia. Prendete una Datsun 240Z, capolavoro degli anni Settanta, e immaginate di infilarci sotto il cofano un M120 V12 di pura scuola tedesca. È quello che hanno fatto Jordan Easter e il suo compagno d’avventura Michael Tung, dando vita a un progetto che non lascia indifferenti né i puristi né gli amanti delle contaminazioni meccaniche. E non si tratta solo di un esercizio di stile, ma di una vera dichiarazione d’intenti: la voglia di dimostrare che il passato e il futuro, a volte, possono correre sulla stessa strada.
Tutto nasce da una domanda che ogni appassionato si è posto almeno una volta: fin dove ci si può spingere senza perdere l’anima di un’auto storica? Nel caso di questa Datsun 240Z, la risposta è una miscela sapiente di rispetto e audacia. La carrozzeria resta fedele alle linee che hanno fatto innamorare generazioni di collezionisti, ma sotto la pelle pulsa il cuore di una belva europea: il leggendario M120 V12 Mercedes-Benz, una scelta che da sola basta a far drizzare le antenne a chiunque mastichi un po’ di tecnica.
Per rendere possibile questa fusione, Jordan Easter e Michael Tung hanno dovuto mettere mano a ogni centimetro della meccanica. Il V12, con la sua imponenza e il suo sound inconfondibile, non si accontenta di un semplice swap. Qui entra in gioco la trasmissione T56 a sei marce, un componente di culto tra chi cerca robustezza e precisione negli innesti. Ma non basta: a orchestrare l’intero ensemble ci pensa la centralina Megasquirt MS3 Pro, un cervello elettronico aftermarket capace di gestire accensione, iniezione e mappature su misura, dando modo ai due progettisti di spremere ogni cavallo disponibile e di adattare la risposta del motore alle esigenze della pista e della strada.
Non si è badato solo alla potenza, però. Un progetto così radicale impone di ripensare tutto ciò che riguarda assetto, frenata e sicurezza. Le sospensioni sono state completamente riviste, scegliendo soluzioni in grado di sopportare le nuove sollecitazioni senza perdere in precisione di guida. L’impianto frenante, anch’esso aggiornato, assicura decelerazioni degne di una vera sportiva moderna. Il risultato? Una coupé che conserva il fascino retrò ma è pronta a mordere l’asfalto con una determinazione tutta nuova, specie quando la posta in gioco si alza, come nell’iconica Empire Hill Climb, la gara per cui questa vettura è stata pensata.
La community degli appassionati, com’era prevedibile, si è divisa. C’è chi grida al sacrilegio, chi applaude all’audacia e chi, più semplicemente, osserva incuriosito. Testate specializzate come Motor1.com hanno sottolineato come questa Datsun 240Z rappresenti un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, capace di mantenere intatto il proprio DNA visivo pur abbracciando soluzioni tecniche da vero laboratorio su ruote. Non mancano però le voci critiche, soprattutto tra i puristi, che si interrogano su dove finisca la reinterpretazione e dove inizi la perdita di autenticità.
Ma Jordan Easter e Michael Tung non sembrano intenzionati a fermarsi qui. Il loro prossimo obiettivo è ambizioso: trasferire il complesso motore-cambio su una carrozzeria di Datsun 240Z ancora più integra, con l’idea di trasformare questa creazione da esercizio tecnico a vera e propria vettura strada-pista, capace di offrire sia emozioni forti sia affidabilità strutturale. Una sfida che dimostra come la passione possa essere il motore di una continua evoluzione, spingendo sempre un po’ più in là il confine tra ciò che è lecito e ciò che è solo sognato.
Questo caso, del resto, si inserisce in una scena tuning sempre più effervescente, dove progetti visionari come la Fiat 124 reinterpretata, la Lincoln Continental col V10 o addirittura i modelli RC motorizzati, testimoniano una creatività senza freni. Qui la parola d’ordine è osare, esplorando nuovi territori tecnici e stilistici, e alimentando un dibattito sempre acceso sull’identità dei veicoli storici nel presente. Alla fine, che siate tra i puristi o tra gli innovatori, è difficile restare indifferenti davanti a una Datsun 240Z che canta con dodici cilindri e un’anima doppia, sospesa tra nostalgia e futuro.
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