Dacia Sandero sfida l’era dei SUV: l’Europa dell’auto divisa in due
Nel panorama sempre più dinamico del mercato europeo dell’auto, i numeri parlano chiaro e, come spesso accade, raccontano una storia che va ben oltre la semplice somma delle cifre. Mentre le strade del Vecchio Continente si popolano di veicoli a ruote alte, la Dacia Sandero si conferma, ancora una volta, la regina della convenienza. Con le sue 309.392 unità vendute nel 2024 – in crescita del 14,5% rispetto all’anno precedente – e una leadership mantenuta anche nel primo semestre 2025 con 151.948 esemplari, la compatta rumena continua a far breccia nel cuore di chi non vuole rinunciare a praticità e risparmio.
Eppure, mentre la Sandero macina record, l’onda lunga dei SUV sembra inarrestabile. Dal 41,3% del 2020, la loro quota di mercato è schizzata al 59,2% nel 2025, un balzo che segna una vera e propria rivoluzione nelle abitudini di acquisto degli europei. Un fenomeno che non si limita a un semplice cambio di carrozzeria, ma riflette un mutamento profondo delle esigenze e delle aspirazioni di una società che, sempre più spesso, cerca sicurezza percepita, posizione di guida dominante e – perché no – un pizzico di status symbol in più.
In questo scenario a due velocità, la Dacia Sandero si staglia come l’eccezione che conferma la regola. Da una parte, le case automobilistiche investono pesantemente nei SUV, attratte da margini di profitto superiori e da una clientela disposta a spendere di più pur di salire a bordo di un’auto “alta”. Dall’altra, però, resiste una solida base di automobilisti che, di fronte a prezzi sempre più impegnativi, continua a premiare la convenienza e la concretezza dei modelli tradizionali.
Le berline piangono
E i dati non mentono: mentre i SUV spadroneggiano, i segmenti classici sono costretti a cedere terreno. Le hatchback – un tempo regine incontrastate delle città europee – sono passate dal 35% del mercato nel 2020 a un più modesto 23,9% nel 2025. Ancora più marcato il calo delle berline, scese dal 4,7% al 3,5%, e delle station wagon, che si fermano oggi al 7,1% contro il 10,2% di appena cinque anni fa. Un’emorragia di quote che, per molti osservatori, segna la fine di un’epoca.
Ma se c’è un segmento che oggi detta legge, è proprio quello dei SUV. In prima linea troviamo la Volkswagen T-Roc, che con le sue 196.123 unità vendute e una crescita del 4,5% si conferma tra le preferite del pubblico europeo. Subito alle sue spalle, la Volkswagen Tiguan mette a segno un +1% con 180.562 esemplari, rafforzando la posizione del gruppo tedesco nel cuore del mercato. Numeri che, da soli, spiegano perché le strategie industriali dei principali costruttori siano ormai orientate verso modelli più remunerativi e – soprattutto – verso l’elettrificazione proprio nel segmento dei SUV.
Nonostante questa tendenza, il fascino discreto della convenienza continua a esercitare un’attrazione irresistibile su una parte consistente della clientela europea. La Dacia Sandero, insieme a modelli come la Renault Clio e la Volkswagen Golf, rappresenta una sorta di baluardo contro l’omologazione a ruote alte. La loro persistenza nelle classifiche di vendita è la prova che praticità urbana, consumi contenuti e costi di gestione accessibili restano priorità irrinunciabili per molti automobilisti, soprattutto in un contesto economico che vede crescere le incertezze e ridursi il potere d’acquisto.
Questa “Europa a due corsie” pone le case automobilistiche di fronte a una sfida tutt’altro che banale: da un lato la necessità di seguire la domanda e massimizzare i profitti puntando sui SUV e sulle nuove tecnologie, dall’altro il dovere – o forse il desiderio – di non abbandonare chi, ancora oggi, vede nella convenienza e nella praticità le vere ragioni per cambiare auto. Una partita tutta da giocare, che coinvolge anche temi cruciali come i consumi energetici, la gestione degli spazi urbani e la sostenibilità ambientale, destinati a diventare sempre più centrali nel dibattito pubblico e nelle strategie di prodotto dei prossimi anni.
Ti potrebbe interessare