Ford Mustang elettrica: la vedremo al Goodwood Festival of Speed

Oggetto di un ampio programma di re-engineering da parte della factory inglese Charge Automotive che ha preso come base di partenza la serie del 1967, costerà circa 300.000 sterline.

Si chiama “engine swapping”, ed è l’usanza che prevede la sostituzione di sana pianta dell’unità motrice da un veicolo, con un motore che non necessariamente corrisponda alle medesime caratteristiche del primo. Una pratica comune nelle competizioni, e in alcuni Paesi del mondo fra le più gettonate fra gli appassionati di elaborazioni. Recentemente, questa filosofia ha trovato nuova linfa con lo sviluppo delle tecnologie di elettrificazione: e se, nei mesi scorsi, esempi quali la Jaguar E-Type 100% elettrica del “Royal Wedding” tra il principe Harry e l’attrice americana Meghan Markle ed il programma Aston Martin EV Heritage Classic hanno fatto parlare di se, ecco un nuovo esempio di come sia possibile abbinare l’immagine vintage di una vettura con una attualissima alimentazione “zero emission”. Si tratta, nello specifico, di Ford Mustang (attenzione: non nell’attuale serie, quanto nella storica “Model Year 1967”), ovvero la “pony car” USA per eccellenza, che la factory inglese Charge Automotive ha sottoposto ad un radicale intervento di re-engineering, che consiste appunto nella sostituzione del classicissimo V8 di origine con un moderno powertrain 100% elettrico.

L’operazione potrà forse fare storcere il naso ai puristi; tuttavia ha già ottenuto il “placet” da Dearborn: la Charge Mustang, che mostra orgogliosa la licenza ufficiale Ford – condizione essenziale per certificarne la fedeltà dei componenti carrozzeria e scocca – sarà peraltro in bella mostra all’imminente Goodwood Festival of Speed, in programma da giovedì 4 a domenica 7 luglio, dove rappresenterà una delle attrazioni del Michelin Supercar Paddock. Come dire: un progetto di ricostruzione-riconversione, con tanto di “sigillo ufficiale” Ford.

La quale, dal canto suo, tanto preoccupata non deve essere, visto che, sebbene recentemente sia stato confermato l’arrivo – a breve-medio termine – del crossover 100% elettrico a marchio Ford e dall’estetica ispirata a quella dell’attuale generazione Mustang, nel caso della coupé “Model Year 1967” riconvertita dai tecnici Charge Automotive a fare la differenza sono, rispettivamente, l’esecuzione artigianale dell’intervento (quasi interamente “a mano”) e, soprattutto, il prezzo di vendita, non propriamente alla portata di tutte le tasche. L’atelier di oltremanica, a questo proposito, ne indica un importo che parte da 300.000 sterline, corrispondenti a poco più di 335.000 euro. Tanti? Adeguati? Il giudizio, in questo caso, è quanto mai soggettivo. Va tuttavia precisato che, nel caso della “Mustang EV”, se ne prevede una tiratura limitata (499 esemplari: neanche pochi, se si considera l’esclusività del progetto); e, sotto il cofano, si nasconde una tecnologia decisamente up-to-date. E “ovviamente” dalla potenza elevata.

Anziché il conosciutissimo “Ottovù”, la propulsione si avvale di quattro motori elettrici – uno per ogni ruota, in modo da ottenere una trazione integrale e senza che vi sia bisogno dell’albero di trasmissione -, in grado di erogare una potenza complessiva nell’ordine di 536 CV e ben 1.200 Nm di coppia massima. All’alimentazione provvede un pacco batterie da 64 kWh. Con un simile equipaggiamento, è facile pensare a valori prestazionali “monstre”: in effetti, la scheda tecnica diffusa da Charge Automotive ne dichiara una velocità massima di 240 km/h e “Meno di 3”9” per lo scatto da 0 a 100 km/h. L’autonomia stimata si aggira sulle 200 miglia, cioè circa 322 km.

Charge Mustang, coupé elettrica da 536 CV: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini
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