Addio Harry, piccolo tifoso di Hamilton che ha commosso il mondo

La storia di Harry Shaw, affetto dal sarcoma di Ewing che con infinito coraggio ha affrontato la malattia, aveva fatto il giro del mondo per i gesti di amicizia da parte di Lewis Hamilton e del team Mercedes-AMG F1.

Il piccolo Harry Shaw non ce l’ha fatta: il bimbo inglese di cinque anni supertifoso di Lewis Hamilton al quale nell’estate 2018 era stato diagnosticato il sarcoma di Ewing, una forma di cancro che colpisce le ossa, e la cui storia aveva avuto nelle ultime settimane risonanza mondiale, è deceduto sabato scorso, nell’abitazione di famiglia a Redhill (Surrey). A comunicarlo sono stati, nelle scorse ore, i familiari dello sfortunato bambino, i quali, su Twitter, hanno “Con la più profonda tristezza” dato notizia che “Harry si è addormentato nella serata di sabato”, ribadendo – a conferma del coraggio con cui il piccolo aveva affrontato la malattia che lo affliggeva da quasi un anno – come egli abbia “Lottato fino all’ultimo istante”. “Adesso, i suoi dolori e le sue sofferenze sono terminati”. “È impossibile riuscire ad immaginare la vita senza di lui, ed il vuoto che lascia in noi”. “Ci sentiamo infinitamente orgogliosi di Harry, di quanto egli abbia compiuto nella sua vita e dell’eredità che ci lascia per essere di aiuto a chi ne avrà bisogno”.

Per questo, i genitori di Harry Shaw chiedono, tramite i propri canali social, che non vengano mandati fiori, ma che chi lo desideri possa effettuare una donazione a favore del progetto “Harry’s Giant Pledge”, campagna di raccolta fondi gestita da La Royal Marsden Cancer Charity (qui il link alla pagina Web dedicata) a favore della ricerca sul sarcoma di Ewing, forma tumorale a danno delle ossa fra le più rare (alcuni studi clinici indicano che colpisce un soggetto ogni 312.000).

La storia di Harry Shaw ha, in capo a pochi giorni, fatto il giro del mondo. Il bambino inglese era tifoso di Lewis Hamilton: il campione della Mercedes, ricevuto un toccante messaggio nei giorni precedenti il GP di Spagna, aveva dedicato la sua vittoria proprio ad Harry (“Ho ricevuto un bellissimo messaggio da un bimbo che si chiama Harry, e che è diventato la mia fonte di ispirazione. Questa mattina, svegliatomi, mi sentivo perso; poi ho visto questo videomessaggio e mi sono detto: ‘Harry, ci penso io’. Per questo gli dedico la mia vittoria, e cercherò di fare qualcosa per lui”, aveva pubblicato su Instagram il cinque volte campione del mondo F1). Non solo: insieme allo staff Mercedes-AMG F1, aveva fatto recapitare a casa del piccolo supertifoso il trofeo del vincitore conquistato a Montmelò, ed un paio di guanti utilizzati in gara dal suo idolo. Sorpresa delle sorprese, il dono di una autentica monoposto Mercedes F1 con il numero 44, che il bimbo, insieme con il padre, aveva ammirato da vicino. In più, la Scuderia anglo-tedesca aveva, nel profilo Twitter corporate, pubblicato un’immagine di Harry insieme al trofeo che la domenica precedente Hamilton aveva ricevuto sul gradino più alto del podio.

Dal gesto di Lewis Hamilton, e del team Mercedes-AMG F1, nacque un grande risalto alla vicenda di Harry Shaw, e della campagna di fundraising promossa dai genitori con l’obiettivo di combattere la rara forma tumorale che colpisce soprattutto bambini e ragazzi. Adesso, il mondo degli sportivi sa di avere un obiettivo umano in più: contribuire ulteriormente alla ricerca contro le malattie rare.

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