Nelle campagne del Texas undici Ferrari in stato di abbandono!

Un eccentrico e facoltoso texano le aveva acquistate in blocco. Gli eredi non riuscivano a rivenderle. Piano piano nuovi proprietari sono spuntati. E ora ne restano tre. Chi si fa avanti per salvarle?

D’accordo che nel sottosuolo del Texas si nasconda un quarto delle riserve di idrocarburi dell’intero territorio nord americano, e dunque nello Stato meridionale problemi di approvvigionamento di benzina non ce ne sono. Ma da qui a poter permettersi la libertà di buttare via interi tesori su ruote, ce ne corre… Scherzi a parte, ciò che recentemente un forum di appassionati Ferrari – notizia ripresa dal portale ClubAlfa e in questi giorni dall’edizione online de La Repubblica – ha additato al pubblico ludibrio, è uno spettacolo raccapricciante: un intero parco auto del “Cavallino” lasciato a marcire nel bel mezzo di un campo. E non si tratta di due, tre o magari quattro preziose supercoupé di Maranello, bensì di undici Ferrari da tempo giacenti in stato di completo abbandono. Fra queste, una Ferrari Testarossa, una 456, una 400i che l’atelier di conversione Straman ha trasformato in Cabriolet; e ancora: alcune Ferrari 308 (la bestseller di Maranello) comprese una Quattrovalvole praticamente nuova (appena 2.000 km) ed una GTS, e poi Ferrari Mondial Coupé e Cabriolet e 348.

Tutte le Ferrari segnalate “in giacenza” nelle campagne del Texas appartengono in realtà, o meglio appartenevano, ad un unico proprietario, il quale le aveva sì acquistate (in blocco), ma poi è deceduto senza essere riuscito, come era nel proprio intento, a venderle: anche in questo caso in blocco. Lasciando quindi agli eredi l’onere di cercare nuovi proprietari che potessero prendersi amorevole cura degli “undici Cavallini da salvare”. Anche perché le nobili sportive di Maranello sono lasciate, pressoché in stato di abbandono, dal 2015. Con tutto ciò che ne consegue, vale a dire alla mercé dei “soliti ignoti” che hanno l’hobby di andare a caccia di memorabilia a tema automobilistico. Per non parlare degli agenti atmosferici – pioggia, fango, terra -, che in questi quattro anni si sono depositati sulle carrozzerie e sui rivestimenti interni delle Ferrari, rovinandoli e facendo sì che fiori di ruggine iniziassero ad intaccarne qua e là i lamierati.

Questa, in ogni caso – scrive “Repubblica” – è una brutta storia che ha un lieto fine. O quasi. Otto di queste Ferrari sono state infatti adottate; le restanti tre sono ancora lì che attendono un appassionato che abbia tempo, voglia e – soprattutto! – adeguate disponibilità economiche, per affrontarne il restauro che le restituisca all’antica dignità. Ciò è bello e doveroso; ma resta soltanto un ultimo dubbio: possibile che negli USA, mercato-chiave per Ferrari, tre esemplari delle “regine di Maranello” (per di più pochissimo usate) non riescano a trovare un amorevole garage? Staremo a vedere.

Le undici Ferrari abbandonate in un campo del Texas Vedi tutte le immagini

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