Ruba una Ferrari 288 GTO e si dà alla fuga: vettura ritrovata, del ladro non c’è traccia

Presentatosi come interessato all’acquisto di una preziosa GTO del 1984 (valore oltre 2 milioni di euro) che appartenne ad Eddie Irvine, un malvivente se ne è impossessato. La vettura è per fortuna stata ritrovata.

Si può cercare di non dare nell’occhio se ci si mette al volante di una Ferrari? La risposta è no. Figuriamoci se la supercoupé del Cavallino sia stata rubata. E se l’esemplare in questione è uno dei più rari? Ancora peggio. In effetti, la storia che nel giro di una manciata di ore è balzata all’attenzione dell’opinione pubblica proprio a questo si riferisce: il furto (con destrezza) di una Ferrari 288 GTO, peraltro già appartenuta all’ex ferrarista Eddie Irvine, sottratta al venditore con un semplice escamotage (come vedremo), e ritrovata dalla polizia a poca distanza da dove era avvenuta l’indebita appropriazione. La quale, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata organizzata su commissione, magari per cercare di “piazzare” la preziosa Ferrari all’estero, nel garage di un facoltoso collezionista senza scrupoli.

Il singolare episodio è avvenuto, martedì scorso, in Germania, e precisamente nell’area metropolitana di Dusseldorf. Tre i protagonisti: il titolare di un autosalone con sede a Neuss, e appunto la Ferrari 288 GTO del 1984, uno dei 272 esemplari prodotti nel giro di un anno appena e immediatamente divenuta “Instant classic” fra gli appassionati di vetture di grande prestigio (un esemplare, lo scorso gennaio, è stato aggiudicato ad un’asta RM Sotheby’s per una cifra corrispondente a 2,27 milioni di euro); terzo attore, un individuo, a quanto pare dall’aria tranquillizzante, che si è presentato nello showroom con, evidentemente, l’intenzione di acquistare la scintillante e rara coupé dal nobile pedigree. Il copione che ne è seguito ricalca (purtroppo) fedelmente la classica “fregatura” che molti “soliti ignoti” perpetrano nei confronti di ignari venditori: ovvero, manifestare eventuale interesse all’acquisto, ma prima chiedere di poter provare la vettura. E poi…

È proprio quanto accaduto: nei primi km, al volante della 288 GTO c’era lo stesso venditore; dopo un iniziale tratto di strada, il sedicente compratore ha chiesto di potere lui stesso piazzarsi al posto di guida. Ed è lì che è avvenuto il fattaccio: non appena installatosi ai comandi della 288 GTO, l’individuo è schizzato via, lasciando il momentaneo compagno di viaggio a piedi e con un palmo di naso. Hai voglia a riscuoterti: per quanto rapido tu possa essere nel renderti conto di ciò che hai subito, se ci si vede “soffiata” una vettura del rango di Ferrari 288 GTO – progettata, lo ricordiamo, dietro la supervisione di Mauro Forghieri e con la collaborazione dell’atelier padovano Team Michelotto: per intenderci, la struttura che verso la fine degli anni 70 si incaricò dell’allestimento delle Ferrari 308 GTB da competizione e delle 512BB “Silhouette” che calcarono le piste nelle serie Endurance -, che dispone di 400 CV, viene proiettata da 0 a 100 km/h in poco più di 4” e compie il km da fermo in 21”, quando si “rinviene” la bella rubata è già lontana.

Le forze di polizia, immediatamente avvertite, si sono subito messe alla caccia della preziosissima refurtiva, che per lo meno è stata recuperata, come informano in queste ore le fonti di agenzia: si trovava all’interno di un garage nei pressi di Grevenbroich, vale a dire a poca distanza da Dusseldorf verso Colonia. Non ha fatto molta strada, dunque: ad occhio e croce, la fuga del malvivente (non è stato ovviamente possibile, per gli agenti, stabilirne l’identità essendosi egli presentato sotto un altro nome) con la rara Ferrari 288 GTO ex-Irvine è durata una trentina di minuti. Rimangono nel mistero le condizioni del ritrovamento: la polizia non ha reso noto se la vettura, agli occhi degli investigatori, si trovasse intera oppure parzialmente smontata. Ciò che conta è che una preziosa GTO non abbia proseguito la propria “carriera” alimentando inconsapevole il mercato nero dei collezionisti.

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