Decreto sicurezza: interesserà anche le auto straniere alla Mille Miglia?

Secondo il Decreto Salvini, chi risiede in Italia da più di 60 giorni non può guidare vetture immatricolate all’estero. Un articolo de Il Giorno riporta come la questione riguarderebbe anche la “Freccia Rossa”.

Decreto sicurezza: interesserà anche le auto straniere alla Mille Miglia?

di Francesco Giorgi

06 Febbraio 2019

E chi pensa alle auto storiche? D’accordo che le auto d’epoca, soprattutto quelle di maggiore prestigio, non sono che una minoranza in rapporto ai 37 milioni di autoveicoli che circolano sulle strade italiane. Tuttavia, il Decreto Sicurezza varato con la legge di bilancio 2019 per colpire i “furbetti” che per lungo tempo (complice un “buco normativo” che rendeva gli accertamenti amministrativi più complicati) hanno avuto buon gioco ad evitare il pagamento di bollo, superbollo e anche contravvenzioni, potrebbe avere delle ripercussioni in negativo sulla Mille Miglia, la cui edizione 2019 è alle porte (la “Freccia Rossa” si svolgerà dal 15 al 18 maggio).

Come messo in evidenza nelle scorse ore da un servizio pubblicato su Il Giorno, all’origine di un possibile problema per alcune delle vetture già iscritte alla Mille Miglia 2019 (sono 400 le auto, provenienti da tutto il mondo, che prenderanno il via, su un monte-richieste di partecipazione che ha raggiunto quota 620), ci sarebbe il fatto che si tratta di esemplari ad immatricolazione straniera, ed i cui equipaggi sarebbero italiani. Dunque, secondo quanto prescrive il Decreto Salvini, impossibilitate a circolare sulle nostre strade se condotte da un soggetto residente in Italia da più di sessanta giorni, pena l’accertamento di un illecito che viene sanzionato con una multa che va da 712 a 2.848 euro, con le sanzioni accessorie del fermo amministrativo del veicolo per la sua reimmatricolazione “nazionalizzata” – oppure il “rimpatrio” nel Paese cui corrisponde la targa attuale – e, qualora il proprietario non provveda in tal senso, anche la confisca del mezzo.

In estrema sintesi: le vetture a targa estera non possono di fatto circolare in Italia, nemmeno… in prestito. Come fa osservare Il Giorno, alla base dell’immatricolazione straniera per molte auto storiche, più che bollo e superbollo (che non si pagano sui veicoli ultratrentennali) c’è più che altro la questione relativa alla notifica delle sanzioni, così come l’eventuale decurtazione dei punti dalla patente. E anche motivazioni fiscali: per l’importazione in Italia di veicoli usati occorre pagare l’IVA, tanto che capita che ci si avvalga di società straniere o semplici intestazioni fiduciarie come escamotage. Sembrerebbe, prosegue il quotidiano milanese, che tali “soliti ignoti… fiscali” abbiano nel frattempo già dichiarato forfait all’Automobile Club Brescia che organizza la Mille Miglia (e la tassa di iscrizione parte da 10.000 euro che vanno versati anticipatamente con fideiussione).

In forma ufficiale, vale a dire dai vertici dell’Automobile Club Brescia, al momento non c’è alcuna dichiarazione formale; tuttavia, sembra che – continua l’articolo – alcune “fonti interne” abbiano osservato che la questione è stata sottoposta all’Automobile Club nazionale, “Per capire quali possano essere le nuove direttive”, tenuto conto che i big event dedicati alle auto storiche in Italia, ed in grado di catalizzare vetture storiche di alto livello, sono piuttosto numerosi.