La Giulietta SZ del 1962 dimenticata: cronaca di un ritrovamento inaspettato

Costruita nel 1962, giaceva in un garage segreto da 25 anni; alla morte del proprietario, il Tribunale di Torino l’ha messa all’asta. Avvistata, acquistata (per 567.000 euro) e rimessa in strada. Non verrà però restaurata: non si può…

C’è il “barn find”, ed il “garage find”: nel primo caso (che oggi, peraltro, avviene sempre più raramente) i “tesori d’epoca” vengono ritrovati – in circostanze più e meno fortuite – all’interno di casolari, cascine o fienili; ormai archiviato il piacere della sorpresa bucolica, che per decenni ha rappresentato una discreta “fetta” di salvataggi per molti veicoli storici, adesso le meraviglie dal passato riemergono da box e garage.

L’ultimo caso (in ordine di tempo) riguarda una Alfa Romeo Giulietta SZ, derivazione della storica coupé Giulietta Sprint Veloce, che venne realizzata dalla Carrozzeria Zagato in un totale di 210 unità (fra “coda tronca” e “coda tonda”) dal 1959 al 1961 e destinata per lo più alle competizioni. Un esemplare immatricolato per la prima volta nel 1962, dunque quando la produzione era già ufficialmente terminata, ha trovato un nuovo acquirente, che ad un’asta pubblica ha sborsato oltre 500.000 euro per accaparrarselo; in tempo utile per essere esposta ad Automotoretrò 2019, rassegna dedicata al motorismo vintage andata in scena a Torino lo scorso weekend.

È proprio il ritrovamento della vettura, oltre beninteso al nobilissimo blasone, ad avere destato grande curiosità fra gli appassionati: era infatti rimasta chiusa, ben al riparo da “sguardi indiscreti”, in uno scantinato per decenni, prima di essere riportata alla luce – successivamente alla scomparsa del proprietario che l’aveva acquistata nella prima metà degli anni 80 – e mostrarsi nel giusto splendore dell’età. Ma andiamo con ordine.

Era “sepolta” da quasi 25 anni in un garage segreto

Come riportato nei giorni scorsi da Ruoteclassiche, il “mistero” della bella addormentata… in cantina nasce da lontano. Precisamente da quasi venticinque anni fa, quando cioè Osvaldo Avalle, autoriparatore ed appassionato di auto storiche, che l’aveva acquistata nel 1984 presso una concessionaria Alfa Romeo di Torino e l’anno successivo effettuò l’iter per l’omologazione della Giulietta SZ come auto storica certificata ASI, la fermò all’interno di un caveau segreto allestito in un cortile di via Candiolo, a Torino. Un lungo riposo forzato per la splendida coupé in alluminio le cui forme sanno di competizioni come poche e godono dell’abilità manuale dell’atelier Zagato (non a caso una delle più celebri “Carrozzerie da corsa” che l’Italia del design automotive abbia mai conosciuto). Fra il 1962 ed il 1995, anno della “forzata pensione” sotto sette metri di terra, la Giulietta protagonista di un clamoroso ritrovamento percorse, in totale, circa 90.000 km.

Ritrovata in condizioni perfette

Verniciata in azzurro chiaro, carrozzeria pressoché perfetta, complessivamente in ordine anche nell’abitacolo (sedili in Vipla d’origine compresi), la Giulietta SZ si è mantenuta così, anche dopo la scomparsa del suo proprietario che, forse per troppo amore (o forse perché, si dice, un ascensore che portava al locale in cui la vettura era custodita si era rotto), aveva deciso di nasconderla agli occhi della gente.

Messa all’asta pubblica a 14.000 euro, aggiudicata a 567.000

Il suo ritrovamento è stato, come si accennava, fortuito: siccome Osvaldo Avalle non aveva eredi, il tribunale di Torino la mise in vendita, la scorsa estate, insieme ai beni di proprietà dell’uomo. Fra i possibili compratori, anche i titolari della concessionaria multimarca Silvauto (azienda con sede a Grumello del Monte, in provincia di Bergamo, ed in possesso di un nutrito parterre di auto d’epoca), che vennero a conoscenza della messa in vendita all’asta giudiziaria, lo scorso novembre, della splendida Giulietta SZ ed, in un batter d’occhio, se la sono aggiudicata. In un “batter d’occhio” nel senso che la “lotta” è durata poco, una manciata di minuti; ma dev’essere stata particolarmente combattuta: la base d’asta stabilita dal Tribunale era di 14.000 euro. Il prezzo di aggiudicazione è invece stato di ben 567.000. Una cifra che, si badi bene, che non rappresenta affatto una “speculazione”: al contrario, essendosi trattato di un’asta pubblica i cui proventi andranno a favore della collettività, il Tribunale aveva tutto l’interesse a che la lotta al rialzo assumesse connotazioni clamorose.

Appena recuperata, è stata esposta ad Automotoretrò

Del resto, la “Bella addormentata… in cantina” si è presentata, agli occhi dei nuovi proprietari, perfettamente conservata (un servizio pubblicato nei giorni scorsi da La Stampa aggiunge come “Per tirarla fuori, i tecnici hanno dovuto tagliare un albero che negli anni era cresciuto al di sopra del garage, tagliare il montacarichi diventato inservibile, ed utilizzare un carro-gru per riportarla in superficie”, è il racconto di Silvano Belloli, amministratore delegato di Silvauto SpA). Decisamente “lampo” anche la subitanea messa in strada della vettura: non appena recuperata dal “nascondiglio” segreto, è stata esposta ad Automotoretrò nelle condizioni (ancora: pressoché immacolate) in cui è stata rinvenuta, per la meraviglia dei visitatori e degli “addetti ai lavori” che ne hanno potuto seguire la storia attraverso una documentazione fotografica messa in bella posa sul parabrezza.

“Nessun restauro, per carità: non si può”

La bellissima cinquantasettenne sarà, adesso, fra le protagoniste a Retromobile, rassegna di auto e moto storiche in programma da domani (mercoledì 6) a domenica 10 febbraio a Parigi Porte de Versailles. Dopodiché… si vedrà. La Giulietta SZ verrà, anticipano i neo-proprietari, sottoposta ad una “toelettatura” e ad una messa a punto meccanica. Ma niente restauro: è già splendida così com’è. E la sua storia è talmente unica che, davvero, “non si può sporcarla”. E, dal canto nostro, ci auguriamo che rimanga in Italia, splendida opera d’arte dell’altissimo artigianato “nazionale”.

Alfa Romeo Giulietta SZ: tutto nacque da un incidente

Del resto, Alfa Romeo SZ è essa stessa “figlia” di un episodio casuale, e che si deve alla… foga agonistica dei fratelli milanesi (ma di origine siciliana) Dore e Carlo Leto di Priolo, fra i più celebri gentleman driver dell’”Age d’Or” delle competizioni. Iscritti, insieme ad altre quattro Giulietta Sprint Veloce “ufficiali”, alla Mille Miglia del 1956 (la bagnatissima edizione che vide il trionfo di Eugenio Castellotti), terminarono la loro corsa contro la spalletta di un ponte sul fiume Ombrone, nei pressi di Radicofani. Vettura semidistrutta, equipaggio… più o meno incolume. Ma passione inalterata, e anzi una nuova idea in testa: lo sviluppo di una “evoluzione” da ciò che rimaneva della Giulietta Sprint. Per realizzare il progetto, i Leto di Priolo si rivolsero alla Carrozzeria Zagato, che in quattro mesi allestì un esemplare della Giulietta con telaio a traliccio di tubi e carrozzeria in lega di alluminio, dalla splendida linea aerodinamica e, ciò che più conta ai fini dell’impiego “corsaiolo”, più leggera di circa 135 kg. La “specialissima” venne portata al debutto, nel settembre dello stesso 1956, alla celebre Coppa Intereuropa sull’Autodromo di Monza. Un “battesimo della pista” vittorioso che diede il la ad un seguito di produzione, seppure – per forza di cose – in piccola serie. La Giulietta SZ “definitiva” vide la luce nel dicembre del 1959, con qualche dettaglio differente dal “prototipo” del 1956, e debuttò in pubblico al salone di Ginevra 1960. Fino al 1961 ne vennero realizzate 210 unità: alcune a coda tronca (versione che successivamente avrebbe ispirato la leggendaria serie Giulia TZ e TZ2), ed altre a coda tonda, come l’esemplare protagonista del singolarissimo ritrovamento. Oggi, una Alfa Romeo SZ ha un valore che arriva – teoricamente – a sfiorare 400.000 euro. A trovarne una…

Alfa Romeo SZ 1962 ritrovata in un garage segreto a Torino Vedi tutte le immagini
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