Ford Escort RS Cosworth: per veri appassionati

La Ford Escort RS Cosworth si faceva riconoscere non solo per il suo alettone posteriore, ma anche per le prestazioni fuori dal comune per l’epoca.

Della Escort aveva solo il nome e il design, per resto era un’auto da rally omologata per la strada. La Ford Escort RS Cosworth rappresenta il sogno proibito di tutti gli appassionati di auto della prima metà degli anni ’90. Immediatamente riconoscibile per via dell’evidente alettone a coda di balena, la sportiva dell’Ovale Blu portava su strada delle emozioni e un piacere di guida che poche altre vetture della sua epoca potevano vantare.

La sfida del reparto SVO

Prodotta dal 1992 al 1996, la Ford Escort RS Cosworth non condivideva con la Escort di serie nemmeno il telaio. Al suo posto, infatti, la Casa decise di adottare una versione modificata della piattaforma della Sierra RS Cosworth, un’altra sportiva simbolo di Ford. Per i progettisti del reparto SVO, Special Vehicle Operation di Ford, la sfida principale consisteva nel collocare il 2 litri turbo e le altre componenti meccaniche nel vano motore della Escort. La Sierra originale aveva infatti il motore collocato in posizione longitudinale, mentre la Escort in posizione trasversale: per questo furono fatte diverse modifiche importanti e la RS Cosworth risultò 175 mm più lunga e 50 mm più larga della Escort di serie.

Dati e prestazioni

Il motore era un 4 cilindri a 16 valvole con turbocompressore e sistema di raffreddamento mediante intercooler aria/aria. La cilindrata era di 1.993 cc per una potenza di 225 CV a 6.250 giri/min e 299 Nm a 3.500 giri/min, scaricati sull’asfalto da un sistema di trazione integrale permanente (la coppia era distribuita per il 66% al posteriore e per il 34% all’anteriore). La trasmissione era affidata ad un cambio a cinque rapporti Ferguson MT-75 per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e una velocità massima di 232 km/h.

L’aerodinamica

A caratterizzare la Escort RS Cosworth non ci pensavano solo i suoi incredibili dati tecnici, ma anche la sua aerodinamica. Un attento studio dei flussi d’aria era stato effettuato dai tecnici Ford nella galleria del vento di Colonia, ottenendo una elevata deportanza ad alta velocità. Buona parte di questo risultato era dell’inconfondibile alettone posteriore, che era realizzato con l’avanzata tecnica dell’RTM, acronimo di Resin Transfer Moulding.

Dalla strada alle competizioni

La vettura restò in produzione per quattro anni, dal 19 febbraio 1992 al 12 gennaio 1996, con il numero totale degli esemplari prodotti stimato tra le 7.000 e le 8.000 unità. Oggi l’auto è apprezzata dai collezionisti ed ha quotazioni abbastanza elevate, a riprova dell’interesse per questo modello. Per quanto riguarda le competizioni, partecipò al campionato del mondo rally nel Gruppo A fino al 1996 (dall’anno successivo la Escort venne modificata per adattarsi al nuovo regolamento WRC). La Escort RS Cosworth fu guidata da piloti come Miki Biasion, Carlos Sainz e Tommi Mäkinen. Pur ottenendo otto vittorie e andando a podio in tutte le stagioni stagioni disputate, non riuscì mai a conquistare il mondiale. In ogni caso, conquistò un posto nel cuore degli appassionati e nella storia del motorsport.

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