Rinnovo patente: “nonno Peppino” guida a 102 anni

Singolare record di longevità automobilistica per il pensionato di Zocca (nel “cuore” della Motor Valley: sarà un caso?): nato nel 1916, il signor Giuseppe Predieri ha superato felicemente le visite di rinnovo. Ora, appuntamento al 2020!

Sarà un caso che un esempio di “longevità automobilistica” da primato provenga dalla “Motor Valley”? E che il protagonista di questa storia si chiami Giuseppe, per tutti “Peppino”, come l’omonimo (ma di cognome Verdelli) storico “autista” di Enzo Ferrari, che il “Drake” voleva sempre accanto a se quando usciva da Maranello? Probabilmente si tratta di coincidenze. Ma fa piacere crederci. Del resto, in un portale che si occupa esclusivamente di automotive, fa scalpore – e quindi la segnaliamo – la notizia relativa ad un singolarissimo record (non sappiamo se, in Italia, vi siano automobilisti altrettanto, se non più, “agé”; nel caso vi fossero, sarebbe interessante conoscerne le storie): a raccontarla, ai taccuini de Il Resto del Carlino, è Giuseppe Predieri, un signore che può benissimo essere annoverato nel ristretto club dei “nonnini da record”. Non soltanto perché ha superato tranquillamente il traguardo fatidico dei 100 anni; ma anche – e qui sta il succo della notizia – perché, alla bella età di 102 anni (l’anniversario è stato raggiunto lo scorso 6 agosto), il signor Predieri ha ottenuto il rinnovo della patente di guida. Quella, cioè, che gli è necessaria per utilizzare la propria auto tutti i giorni. Ed ecco pronta la seconda notizia.

Il superpensionato originario di Monteombraro (località dell’Appennino modenese, frazione di Zocca che gli appassionati di rock ben conoscono per essere la “patria” di Vasco Rossi… e chissà che il “Blasco” non lo conosca!), nato nel 1916 – quando la Prima Guerra mondiale era in piena esecuzione – che nella longeva vita è stato carabiniere, agricoltore e macellaio, al quotidiano bolognese ha spiegato di usare l’auto “Tutti i giorni: per recarmi a Zocca per le mie commissioni quotidiane, per andare a messa, ma anche per spingermi fino a Vignola a trovare i miei nipoti. E tutto questo in piena sicurezza: non ho mai fatto spendere un euro alle assicurazioni. Di più: i miei nipoti, trentenni, vogliono che al volante ci sia sempre io”.

Ai cronisti, il “nonnino sprint” di Zocca ha precisato di avere superato, senza alcun problema, la visita oculistica necessaria al rinnovo della patente: potrà quindi continuare ad utilizzare l’auto almeno fino al 2020. Sarà quindi curioso, fra due anni, sapere se il record di “nonno Peppino” verrà ulteriormente stabilito. C’è da auspicarlo, in fondo egli dichiara di vederci e sentire bene, di camminare in tutta tranquillità senza bastone e di condurre una vita normalissima in tutta autonomia, come qualsiasi pensionato (accanto a lui c’è la moglie Anna), comprese le quotidiane attività dedicate all’orto e alle passioni: dalla musica (suona la grancassa nella banda musicale del paese) al Bologna calcio.

In effetti, il protagonista di questa vicenda – che nella propria singolarità merita gli onori delle cronache -, nella sua “esistenza automobilistica” ha (almeno in teoria) potuto guidare davvero di tutto: basti pensare che quando il signor Predieri compiva i diciotto anni da sempre necessari per il conseguimento della patente, ovvero nel 1934, ed in Italia circolavano poco più di 300.000 autoveicoli – quanta differenza rispetto agli attuali 37,16 milioni! – la parte del leone, nella produzione automobilistica nazionale, era affidata alla mai dimenticata Fiat 508 “Balilla” (per la quale nel 1932, anno del debutto, i vertici Fiat erano riusciti a contenerne il prezzo di vendita entro le 10.000 lire), a fianco di Lancia Augusta, la “piccola” torinese che rappresentò, per molti automobilisti della media borghesia, il fatidico ingresso nella motorizzazione privata.

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