Citroen DS 19: i segreti della sua incredibile aerodinamica

Tra i segreti dell’aerodinamica della DS 19 troviamo la lunga esperienza di Lefebvre nel settore aereonautico.

Citroen DS 19: i segreti della sua incredibile aerodinamica

di Francesco Donnici

28 Novembre 2018

Il produttore di velivoli Gabriel Voisin, al termine della prima Guerra Mondiale convertì il suo stabilimento per produrre auto di lusso, realizzate con le tecnologie aeronautiche acquisite nel corso degli anni dall’impenditore francese. La crisi del ‘29 si abbatté in maniera inesorabile sul settore delle automobili di lusso e un anno più tardi Voisin suggerì ad André Citroën di assumere il migliore dei suoi tecnici, ovvero André Lefebvre.

Lefebvre avrebbe regalato al Double Chevron auto del calibro della Traction Avant, la 2CV e la celebre DS 19. Quest’ultimo, storico, modello nacque da idee molto chiare scaturite dal genio di Lefebvre: la DS 19 doveva vantare una struttura leggera, grazie all’uso di materiali come l’alluminio e la vetroresina, inoltre doveva vantare un baricentro basso per garantire un’eccellente tenuta di strada e una massa compresa per la maggior parte tra i due assi per offrire un buon bilanciamento. Infine la DS 19 doveva sfoggiare un’aerodinamica molto sofisticata capace di raggiungere due obiettivi principali: quello di garantire un’importante deportanza per l’aderenza al suolo e un’ottima penetrazione aerodinamica per ridurre i consumi e garantire punte di velocità massima elevate.

Lo studio per lo sviluppo dell’aerodinamica della DS inizio alla fine del ’37, sfruttando come modello una sagoma della Traction Avant. Gli studi non si fermarono nemmeno durante la seconda Guerra mondiale e portarono come frutto una forma a goccia d’acqua verso la fine degli anni ‘40. La vista anteriore definitiva fu realizzata nel 1953, mentre la parte posteriore fu terminata all’inizio del 1955 e a causa della mancanza di una linea di montaggio adeguata i primi esemplari vennero praticamente assemblati a mano. Per garantire la massima sicurezza al progetto, la Casa del Double Chevron effettuo i primi test nei suoi laboratori: il lavoro sull’aerodinamica fu talmente incredibile che anche l’ONERA (la “NASA francese”) -dopo aver testato un modello in scala della DS nel proprio tunnel idrodinamico – rimase stupita del suo Cx pari a 0,4 (un valore record per l’epoca).

Grazie alla raffinatezza della sua sofisticata profilatura, la Citroen DS 19 superava una velocità di 140 km/h spinta da un propulsore capace di erogare appena 70 CV. Quando il modello della Casa d’oltre alpe venne equipaggiato con il motore più prestazionale da 140 Cv, le ultime DS 23 a iniezione elettronica sfioravano una velocità massima di ben 200 km/h.

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