Citroen 2CV: il successo dello storico modello e la sua lunghissima lista d’attesa

Fin dal suo debutto la 2CV fu protagonista di un incredibile quanto inaspettato successo commerciale.

Citroen 2CV: il successo dello storico modello e la sua lunghissima lista d’attesa

di Francesco Donnici

22 Novembre 2018

Svelata in anteprima mondiale il 6 ottobre 1948 sul palcoscenico del Salone di Parigi, la Citroen 2CV si presentava come un’auto estremamente originale dal punto di vista estetico, mentre “sottopelle” nascondeva contenuti tecnici decisamente all’avanguardia capace di stupire il pubblico e la stampa specializzata. Il successo commerciale della 2CV fu praticamente immediato grazie alle sue innovative caratteristiche come ad esempio: la trazione anteriore, la spaziosa abitabilità, i costi d’esercizio molto contenuti e quelli di manutenzione decisamente irrisori, senza dimenticare il prezzo di vendita molto conveniente.

In poco tempo, le concessionarie della Casa del Double Chevron furono letteralmente subissate dalle richieste di tantissimi clienti che desideravano accaparrarsi un esemplare della 2CV. Come accennato in precedenza, i contenuti tecnici della vettura erano molto allettanti, così come il prezzo che risultava pari a 185mila franchi.

Nonostante la produzione della 2CV non fosse ancora partita, i rivenditori Citroen erano riusciti a vendere subito tantissime unità del modello solo con l’aiuto di un piccolo depliant dedicato alla vettura.  Finalmente, nel luglio 1949, le concessionarie della Casa d’oltre alpe ricevettero una comunicazione ufficiale che annunciava l’imminente consegna dei primi esemplari della 2CV. Una seconda circolare diramata il 22 settembre 1949 fissava il prezzo ufficiale di venduta della 2CV a 228.000 franchi, inoltre nella medesima comunicazione veniva specificato che a causa dell’elevato numero di richieste già pervenute, bisognava dare precedenza a “colo che per lavoro sono obbligati a spostarsi in auto e che non possono permettersi una vettura differente per costo, consumi o manutenzione”.

Per far rispettare questa direttiva, i rivenditori dovevano fare compilare ai possibili clienti della 2CV un questionario molto dettagliato. Per assegnare gli esemplari della 2CV, il marchio francese aveva incaricato un suo ispettore di intervistare i clienti selezionati dal concessionario per decidere chi “avrebbe assegnato in anima e coscienza una delle cinque vetture prodotte quotidianamente dalla fabbrica di Javel”.

Al contrario, le grandi aziende avevano l’opportunità di comprare lotti che potevano raggiungere le dieci unità: tra queste spiccavano numerosi quotidiani nazionali, come ad esempio France Soir e Le Parisien, che acquistarono le nuove automobili per affidarle ai propri giornalisti. Il desiderio di possedere una 2CV fece crescere la sua lista d’attesa a tal punto che si poteva misurare in anni. La Clientela inizio a inviare migliaia di lettere alla sede centrale della Citroen per chiedere di poter acquistare un esemplare del modello oppure per avere la propria vettura consegnata prima delle altre. La situazione era quasi sfuggita di mano e il Costruttore transalpino fu costretto a sospendere qualsiasi pubblicità dedicata alla 2CV per ben 3 anni, ovvero il tempo necessario per incrementare la produzione e poter soddisfare le richieste non ancora evase.

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