Citroen DS: nel 1972 l’iconica berlina francese diventa ancora più performante

Al Salone di Parigi del 1972 i modelli DS e SM vengono svelati con nuovi motori più potenti e prestazionali.

Sotto i riflettori del Salone di Parigi del 1972, la Casa del Double Chevron presenta i modelli DS e SM con nuovi motori di maggiore cilindrata, capaci di offrire prestazioni velocistiche più performanti. In quella occasione, la Citroen SM viene equipaggiata con un inedito propulsore alimentato ad iniezione elettronica (sistema BOSCH D-Jetronic) che prende il posto dei tre carburatori Weber utilizzati sui precedenti modelli. Il motore della versione top di gamma delle DS passa da 2.175 a 2.347 centimetri cubici, portando così al debutto la nuova DS23 chiamata a sostituire la precedente DS21.

In occasione di questo aggiornamento, anche gli altri modelli della gamma vengono potenziati: la DSuper eredita l’unità della DS21, prendendo così il nome di DSuper5 (equipaggiata con la nuova trasmissione meccanica a 5 marce), mentre le DSpécial adottano il medesimo motore delle DS20. Queste novità meccaniche permettono alle inedite ammiraglie DS di sfiorare il muto dei duecento chilometri orari di velocità massima: il merito va all’uso motori ad iniezione elettronica da 141 CV SAE, capaci di offrire una ripresa ed una elasticità di marcia ai vertici della categoria per quel periodo storico.

Nonostante siano passati ben 17 anni dalla presentazione della DS19, avvenuta al Salone di Parigi del 1955, la berlina d’oltre alpe considerata la “Dea delle Automobili” rimane una vettura iconica e di culto. Le sue linee originali e senza tempo permettono alla DS di conservare uno stile affascinante e sempre attuale, come sottolinea il costante successo di vendite registrato.

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