Record di velocità su terra: ha raggiunto 810 km/h l’autoveicolo più veloce del mondo

Francesco Giorgi
17 Ottobre 2018
turbinator_ii

Il “Turbinator II”, azionato da un motore Chinook che sprigiona più di 5.000 CV e dotato di trazione integrale, sulla pista del lago salato di Bonneville ha superato le 500 miglia orarie (800 km/h).

Koenigsegg Agera? Poco performante. Bugatti Chiron? Roba da dilettanti. Ovviamente, tutto è relativo: gli oltre 400 km/h che fanno parte degli atout di due delle hypercar più performanti di sempre vanno letti in paragone al veicolo su ruote a combustione interna e trazione integrale più potente e più veloce di sempre, che risponde al nome di “Turbinator II”. Una “autovettura” tale soltanto nel concetto-base (appunto: motorizzazione “tradizionale”, trazione sulle ruote e contatto con il terreno tramite pneumatici), e soltanto per questo paragonabile – l’accostamento ha valore puramente casuale – alle supercoupé regolarmente in commercio, seppure per pochissime e ben selezionate “tasche”.

In effetti, l’automezzo che in questi giorni, alla World Final Speed sul Bonneville Speedway (il lago salato nello Utah che da decenni ospita le rassegne di primati di velocità su terra per veicoli a combustione interna) ha fermato le apparecchiature di rilevamento ad una velocità di punta di ben 810 km/h, è più somigliante ad un “missile” che a una “normale” autovettura. Il “Turbinator II”, nel dettaglio, misura 11 m di lunghezza, è stato realizzato con l’impiego di materiali ultraleggeri – tanto da contenerne il peso in 2.245 kg – e con una notevolissima attenzione all’aerodinamica, condizione essenziale per chi tenti i primati di velocità su terra. Come è nel caso di “Turbinator II”, spinto da un’unità motrice Chinook da 5.069 CV e dotato di trazione integrale.

Dave Spangler, pilota che ha avuto l’incarico di condurre il veicolo sulla pista del lago salato di Bonneville, ha completato il tragitto “di andata” (19 miglia) in poco più di due minuti, frenando la corsa del “Turbinator II” con l’impianto frenante di bordo e con il paracadute in dotazione per regolamento; tuttavia, non ha potuto affrontare il percorso inverso, a causa della pioggia che nel frattempo ha iniziato a cadere: il primato, dunque, è stato tale ma soltanto “a metà”.

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