Citroen 2CV Sahara: rivoluzione in chiave off-road

La versione 4×4 della mitica 2CV rivoluzionò per sempre il modo di pensare le auto off-road.

Verso la fine degli anni ’50, la Compagnie Française des Pétroles (in seguito chiamata Total) e altre società statali francesi, come ad esempio Poste ed il Corpo Forestale, avevano chiesto alla Citroen una variante off-road della 2CV da utilizzare per le loro esigenze logistiche.

Gli ingegneri della Casa del Double Chevron dovettero affrontare il non facile problema di trasformare la 2CV in una vettura 4×4,  senza appesantirla troppo, considerando che era  caratterizzata da un motore di 425cc a sbalzo rispetto all’avantreno, collegato all’asse anteriore e capace di erogare appena 12 CV. La risposta era stata trovata qualche tempo prima da un ingegnere francese e consisteva nel collegare un secondo motore all’asse posteriore, ma bisognava ancora risolvere il problema della sincronizzazione tra le due unità.

La vettura fu battezzata 2CV Sahara e venne anticipata da tre prototipi che vennero collaudati tra il febbraio del 1958 e l’agosto del ‘59. L’aspetto della Sahara era molto simile a quello delle normali 2CV,ma vantava un telaio rinforzato per sopportare le maggiori sollecitazioni derivate dall’uso in off road. Il cofano posteriore venne modificato per consentire il raffreddamento del secondo propulsore, mentre la plancia specifica sfoggiava due chiavi e due pulsanti di avviamento dedicati al funzionamento dei due motori che potevano essere usati simultaneamente o in alternativa poteva essere disinserito il secondo tramite l’uso di una frizione centrifuga che lo metteva “in folle” sotto ai 1000 giri/minuto.  Ognuno dei due propulsori poteva contare su un suo cambio/differenziale, azionati da una unica leva, così come l’acceleratore era unito in un unico comando a pedale, infine i freni erano stati potenziati e vantano l’uso quattro tamburi, installati due davanti e due dietro.

Nonostante gli scettici, la Citroen 2CV Sahara si dimostrò estremamente efficace su qualsiasi tipo di percorso, anche quelli più difficili: fango, sabbia e sterrato non spaventavano minimamente la piccola francese grazie alla presenza della trazione integrale e al suo peso piuma che non superava i 735 kg nonostante la presenza di ben due propulsori e del telaio rinforzato. L’unico neo di questo particolare modello, fu probabilmente il suo costo, ovvero 815.000 franchi dell’epoca che equivalevano al prezzo di due 2Cv “normali”. Il costo così elevato della vettura era giustificato dalla produzione limitata e dall’uso di tecnologia all’avanguardia per quel periodo.

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