Lancia New Stratos VS Lancia Stratos, sinfonie di motori: ecco il video

Quale suono preferite fra le due generazioni di Stratos: il moderno 4.3 V8 ereditato da Ferrari 430 Scuderia oppure lo storico V6 2.4 a carburatori ripreso dal Dino 246 e rielaborato per il Gruppo 4?

Anni di gestazione; un esemplare unico – quello che venne realizzato da Pininfarina, dietro progetto di Paolo Garella, tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, per conto del businessman tedesco Michael Stoschek -, e lo scorso marzo il ritorno, al Salone di Ginevra, come anteprima di una produzione in serie ultralimitata (soltanto 25 esemplari, a prezzi che si aggirano su 550.000 euro), a cura di Manifattura Automobili Torino fondata dallo stesso Garella. La “carriera” di Lancia New Stratos è emblematica della passione di un singolo enthusiast, che ha fortemente voluto portare la leggendaria “berlinetta” torinese ad una rinascita, e ha dato il via ad un filone che sta dando i primi frutti (un esempio su tutti: Lancia Delta Futurista, che alla recentissima Grand Basel ha suscitato un notevole scalpore nel pubblico).

Rispetto alle “Continuation” ed ai restauri integrali proposti, fra gli altri (e soltanto per citare due aziende fra le più attive in questo senso) da Aston Martin e Jaguar, Lancia New Stratos è un progetto tutto nuovo, sviluppato prendendo come fonte di ispirazione una vettura del passato: telaio (debitamente accorciato di una ventina di cm) in alluminio “ereditato” da Ferrari 430, motorizzazione 4.3 V8 da 540 CV anch’esso ripreso dalla 430 (ma in versione “Scuderia”), oppure 430 Modena da 490 CV – a scelta -, sterzo a comando elettro-idraulico di Ferrari 430 GT2, impianto frenante Brembo realizzato ad hoc e sospensioni ZF Sachs a regolazione elettronica. Il tutto finalizzato a prestazioni da urlo: 330 km/h la velocità massima, da 0 a 100 km/h in 3”3 e da 100 km/h a 0 in 2”2.

L’adozione della meccanica Ferrari non suoni come un’eresia, né come uno “spreco”: gli appassionati sanno bene che il cuore della Stratos, che concluse la propria carriera agonistica “attiva” il 31 dicembre 1982 per scadenza di omologazione, era ripreso dalla Dino Ferrari 246 (motore V6 a 65° da 2.418 cc e 190 CV, cambio a cinque rapporti).

In questo video, ripreso da una edizione del RallyLegend 2011, Lancia New Stratos fa bella mostra di se in mezzo ad un gruppo di Stratos storiche: una “stradale” attorniata da una muta di Gruppo 4. “Sound” differente (e non potrebbe essere altrimenti: iniezione elettronica per la New Stratos, tre carburatori Weber doppio corpo per le Stratos d’epoca), ma la grinta rimane immutata. E voi, quale Stratos preferite: la “storica” o la “moderna”?

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