Una F1 stradale motorizzata Ferrari V12: idea folle? No, fattibile!

Non poteva che arrivare da un Paese di stampo anglosassone (nella fattispecie l’Australia) un progetto di sviluppo per una monoposto F1 da produrre in serie.

L’idea di possedere nel proprio garage “qualcosa” che vada oltre il pur ambizioso (per molti appassionati) concetto di supercar, è – si può dire – antica quanto l’automobile. Un tempo non era così difficile: nell’”epoca d’oro” dell’automobilismo, diciamo fino all’alba degli anni 30, alcuni modelli da competizione erano derivati da vetture di produzione. Un esempio su tutti, la leggendaria Bugatti 35 che, adeguatamente provvista di impianto di illuminazione e parafanghi, poteva – previa regolare immatricolalazione – circolare sulle strade di tutti i giorni. La successiva specializzazione delle vetture per impiego agonistico, e l’evoluzione dei regolamenti, hanno in seguito limitato sempre più questa possibilità. Tanto che con il trascorrere del tempo è via via divenuto sempre più difficile, se non impossibile, omologare una monoposto da utilizzare su strade aperte al traffico.

C’è, tuttavia, chi manifesta un parere opposto: ma per incontrarlo, occorre recarsi dall’altra parte del mondo. In Australia, più precisamente, dove vive ed opera Zac Mihajlovic, eccentrico appassionato-artista che fa del proprio garage una fucina di progetti del tutto personali, come la realizzazione di una replica della celebre Batmobile protagonista del film “Batman” (1989). Adesso, Mihajlovic  si dedica a ciò che egli stesso definisce come la propria realizzazione più ambiziosa: la costruzione di una monoposto di F1 stradale. Apparentemente un controsenso, che l’ingegnoso artigiano “Aussie” semplifica partendo da un principio inconfutabile: una monoposto è, in fieri, un’autovettura. Dunque, teoricamente, omologabile, seppure questo possa rappresentare – all’atto pratico – un ostacolo non da poco.

In ogni caso, Zac Mihajlovic dichiara di voler fare sul serio: una monoposto in tutto e per tutto, e per di più equipagiata con un motore Ferrari 6.3 V12 (recuperato in Gran Bretagna da una F12berlinetta sinistrata), con gruppo  trasmissione fornito da Albins, factory specializzata nella realizzazione di componenti cambio per le vetture che prendono parte al Campionato australiano Supercars. E che l’intento sua di arrivare alla produzione di una F1 “stradale”, lo spiega lo stesso inventore: “Qual è la vettura più ‘estrema’ che può essere guidata su strada? Senza alcun dubbio, una Formula 1. Modelli quali BAC Mono e Ariel Atom vi si avvicinano, tuttavia sono tutti a quattro cilindri e, nel complesso, somigliano a delle concept car”.

Mihajlovic, invece, intende offrire sul mercato (perché il suo programma è di riuscire a farne una produzione “in serie”) una vettura unica, sì, per immagine e finalità, tuttavia relativamente “semplice” da mantenere da parte degli stessi proprietari, i quali potrebbero provvedere da se alla gestione della “super-stradale più estrema del mondo” (per quanto “semplici” possano apparire le normali operazioni di controllo su un motore Ferrari V12 provvisto di elettronica di nuova generazione…). Così come tutt’altro che alla portata di gran parte degli automobilisti sarebbero il controllo della potenza (si parla di circa 740 CV) e il prezzo necessario alla realizzazione della specialissima: un milione di dollari…

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