Citroen 2CV: tutti i segreti del rivoluzionario modello

Studiata per chi non poteva permettersi una seconda vettura, la 2CV vantava soluzioni rivoluzionarie e particolarmente pratiche.

Citroen 2CV: tutti i segreti del rivoluzionario modello

Tutto su: Citroën

di Francesco Donnici

05 settembre 2018

La storica Citroen 2CV era stata progettata per una clientela che poteva permettersi una sola automobile, quindi doveva costare poco, essere molto leggera – considerando l’uso di un motore di piccola cilindrata – e doveva eccellere in versatilità. Il team di ingegneri guidati da André Lefevre riuscirono a realizzare una serie di soluzioni intelligenti mai viste prima su un prototipo. Per contenere al massimo il peso e il costo della vettura furono eliminati alcuni elementi, come l’avviamento elettrico, sostituito da una manovella e da un cavetto a strappo. Al posto di dei due fari anteriori se ne utilizzava solo uno, mentre l’acciaio per il telaio e la carrozzeria fu sostituito da materiali più leggeri come magnesio e alluminio.

All’interno dell’abitacolo due amache sospese a traverse orizzontali sostituirono i sedili, mentre per sostituire gli indicatori di direzione bastava tendere il braccio a destra o a sinistra, proprio come si faceva sui calessi. L’arrivo della guerra distrusse quasi tutti i prototipi e sei anni dopo – alla fine del conflitto – venne fuori il progetto TPV (Toute Petite Voiture), nome in codice della futura 2CV, ma a quel punto i progettisti si accorsero che molte delle soluzioni utilizzate in precedenza non erano più soddisfacenti. L’alluminio venne sostituito a causa dell’innalzamento del suo costo, i fari divennero due, fu utilizzato nuovamente l’avviamento elettrico e l’armatura dei sedili in tubolare d’acciaio.

Tra le soluzioni più stupefacenti utilizzate sulla 2CV troviamo i finestrini anteriori divisi a metà, in orizzontale, con due cerniere che sporgono leggermente verso l’esterno, mentre un gancetto a mezzaluna li tiene chiusi. In questo modo il conducente poteva sporgere il braccio per indicare la direzione, prima dell’arrivo negli anni ’60 delle “frecce” direzionali. I sedili della 2CV sfruttavano un telaio in tubolare d’acciaio, ma erano privi di imbottitura e utilizzavano una striscia verticale di tessuto ai lati dell’armatura del sedile con elastici in gomma.

Questi particolari sedili potevano essere utilizzati anche al di fuori dalla vettura, magari per un pic nic domenicale, adagiandoli sul prato magari attorno ad un plaid. Un’altra caratteristica che arrivò senza modifiche sulla 2CV fu la grande capote in tela che partiva dalla sommità del parabrezza e arrivava sino al paraurti posteriore: in questo modo era possibile un risparmio di peso e si aumentava la versatilità della vettura permettendo il trasporto di oggetti ingombranti.