Supercar intestate a prestanome nullatenente: maxi operazione di sequestro

Risultava proprietario di auto di lusso, ma era nullatenente: un “giro” transnazionale finalizzato alla sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte è stato scoperto dalla Guardia di finanza.

Auto d’epoca di prestigio e moderne supercar, che le indagini della Guardia di finanza hanno ricondotto ad un imprenditore genovese; una ventina di esemplari – fra i quali una Lamborghini Murciélago, ma anche Ferrari, Porsche ed altre Lamborghini -, otto dei quali sarebbero dovuti essere venduti ad aste in programma quest’estate a Montecarlo e nel Regno Unito. È il bottino sequestrato nelle scorse ore dai militari delle Fiamme Gialle, fra il capoluogo ligure, Maranello, Montecarlo e il Regno Unito.

L’operazione, battezzata “Rien ne va Plus” e coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Vona, ha permesso alla Guardia di finanza la scoperta di tale ingente patrimonio (il valore delle vetture sequestrate è in fase di accertamento), di  “Un evasore apparentemente nullatenente che collaborava con otto prestanome”, riporta una news pubblicata da La Repubblica. Tutte le vetture sequestrate dalla GdF erano riconducibili ad un imprenditore di Genova, commerciante in auto storiche e vetture di alta gamma.

Secondo le prime indagini, l’uomo avrebbe più di un milione di debiti con il fisco: per questo si sarebbe liberato di tutti i beni di sua proprietà, intestandoli a parenti della compagna – tutte persone che, appunto, risulterebbero nullatenenti – e ad altri “prestanome”: fra questi, ci sarebbero due italiani residenti a Montecarlo (un lodigiano ed un torinese che opera in una Casa d’aste genovese), i quali avrebbero provveduto alla reimmatricolazione delle vetture nel Principato di Monaco.

Sarebbe proprio una verifica fiscale sull’imprenditore alla base dell’intera operazione: l’inchiesta della GdF ha infatti permesso la scoperta dei documenti nei quali venivano riportati i passaggi di proprietà fittizi. La procura di Genova è stata così informata dai militari dell’esistenza di un gruppo criminale transnazionale, che aveva ccome obiettivo la sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte.

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