Una Lamborghini a 311 km/h sul GRA: al volante c’era un australiano

Clamoroso episodio sul Grande Raccordo Anulare: una gialla Aventador è stata pizzicata da un’auto civetta della Polstrada a più di 300 km/h. Inseguimento, “paletta”, confisca del mezzo, ritiro della patente e multa.

Che le supercar abbiano in dote performance “da urlo”, non è un mistero per nessuno. Il problema, se mai, è trovare le occasioni per lanciarle a briglia sciolta. Non si mettano in discussione i limiti di velocità: qui, il discorso è rivolto al piacere di utilizzare la propria supercoupé secondo le peculiarità per le quali vengono progettate: appunto,alte velocità, elevata maneggevolezza e tenuta di strada. Meglio sarebbe dare libero sfogo alle proprie pulsioni velocistiche in circuito (i “track day” sono lì apposta: ci si può divertire in tutta sicurezza e senza infrangere alcuna regola del Codice della Strada).

A volta, tuttavia, la fregola del “supercampione” prende il sopravvento. Basta un attimo, magari approfittando delle ore serali, e di un tratto di strada momentaneamente “deserto”. Ed ecco che il piedino si fa più pesante, l’occhio assume una espressione “da duro”, la calma serafica sul volto si tramuta in ghigno satanico. Ed è un attimo: dietro la schiena, centinaia di “cavalli” vengono lanciati al galoppo, l’urlo del motore fa il resto. Stop: fine del sogno. Meglio svegliarsi. Se è una visione onirica, tanto meglio. Il problema è quando la “doccia gelata” arriva dalle forze di polizia. E in quel caso, son dolori…

È quanto ha sperimentato su di se un automobilista, alcune sere fa pizzicato sul Grande Raccordo Anulare al volante di una Lamborghini Aventador che stava conducendo alla non certo “tranquilla” velocità di 311 km/h: un valore di tutto rispetto anche in pista, figuriamoci su una strada di normale scorrimento.

I 300 km/h e passa, per lui – ovvero per l’automobilista, che poi si è rivelato essere un appassionato australiano, peraltro pilota nella categoria Sport Production e che, in circuito, utilizza proprio una Lamborghini – sarebbero potuti essere una velocità “normale”. Ma non per la pattuglia di Polizia stradale, di quelle che che, a bordo di auto civetta, scandagliano le arterie di grande scorrimento della Capitale per scovare i “furbetti” delle corse clandestine.

Secondo una news pubblicata da Leggo e riportata anche da Il Messaggero, gli agenti, una volta rilevata con il dispositivo Pro Vida di bordo, l’elevatissima velocità alla quale la gialla Aventador stava correndo sul GRA, le si sono gettati all’inseguimento, iniziato a Tor Bella Monaca e terminato alla Pontina: 23 km a tutta velocità, soltanto al termine dei quali l’autista della Lamborghini si sarebbe accorto della vettura alle sue spalle.

Morale della favola: per l’australiano, residente in Svizzera, una sanzione di quelle da ricordare: confisca del veicolo, ritiro della patente e contravvenzione di quasi 2.000 euro (quest’ultima, forse, è quella che gli peserà di meno). Se non altro, c’è un record: nessun veicolo, prima d’ora, era mai stato fermato a Roma come in tutto il Lazio ad una velocità così elevata (il – discutibile – “primato” apparteneva, precedentemente, ad una Porsche 911 Carrera, “immortalata” sul GRA a 297 km/h).

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