Ronaldo alla Juve, le proteste a Pomigliano e gli scioperi a Melfi

Francesco Giorgi
12 Luglio 2018
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Non sempre l’arrivo di un fuoriclasse rende tutti contenti: un inequivocabile manifesto di protesta campeggia a Pomigliano d’Arco; a Melfi l’Usb proclama due giorni di sciopero.

Il “colpo” di mercato che sta portando Cristiano Ronaldo alla Juventus non piace a tutti. Se “CR7”, chiamato a contribuire verso un nuovo ciclo sportivo e di immagine per il club bianconero, ha ricevuto i saluti del “gotha” del calcio italiano, c’è chi non gradisce l’operazione-ingaggio da 400 milioni (in realtà, nelle sue tasche, in virtù del contratto firmato fino al 2022, entrerebbero 31 milioni di euro netti a stagione, che potrebbero arrivare a 40 con i bonus). Si tratta di alcuni dipendenti FCA in forza allo stabilimento di Pomigliano d’Arco. E il simbolo della protesta viene riassunto in un manifesto che nelle scorse ore campeggiava su uno dei muri di recinzione dell’impianto campano, nel quale si legge un inequivocabile “Per Ronaldo 400 milioni, agli operai solo calci nei c…”.

Il manifesto, rivela l’edizione online del Corriere della Sera, sarebbe stato affisso dai rappresentanti dei Si Cobas e da alcuni ex operai dello stabilimento, licenziati (con sentenza della Cassazione) nelle scorse settimane, uno dei quali sarebbe stato allontanato dalla fabbrica per avere inscenato, con un manichino, il “suicidio” di Sergio Marchionne. Il manifesto di protesta affisso fuori dell’impianto Fca di Pomigliano d’Arco contiene anche la frase “Noi siamo quelli che ti paghiamo”, con tanto di fotografia dello stesso Cristiano Ronaldo già in maglia bianconera: un ingaggio che, secondo gli addetti alle linee di assemblaggio di Pomigliano che hanno manifestato contro l’ingaggio del fuoriclasse portoghese, verrebbe pagato con il denaro che al contrario dovrebbe essere destinato agli stessi operai.

Dal canto loro, mentre a Pomigliano si fa volantinaggio, i rappresentanti dell’Usb di Melfi comunicano di avere indetto due giorni di sciopero (da domenica 15 a martedì 17 luglio). In una nota, il sindacato indica come “Inaccettabile” il fatto che “Mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi l’azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore”. “Ci viene detto che il momento è difficile, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai – prosegue la nota sindacale – E, mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decide di investire su un’unica risorsa umana tantissimi soldi”.

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