Asta Bertone: capolavori a prezzi da saldo!

575.000 e 330.000 euro: sono le cifre di aggiudicazione battute all’asta Bolaffi per i pezzi unici Bertone Pandion e Bertone Nuccio.

Quanto vale un pezzo unico “d’autore”, seppure non d’epoca dal punto di vista puramente anagrafico ma, in ogni caso, provvisto di un “pedigree” di assoluto interesse? A giudicare dall’andamento dell’asta Bolaffi, che si è tenuta nelle scorse ore negli ex stabilimenti Alfa Romeo di Arese, “poco”, in proporzione al valore intrinseco delle vetture in se. Due “one-off”, ovvero Bertone Pandion del 2010 (coupé dalle linee futuristiche, allestita su base Alfa Romeo 8C Competizione dalla “matita” dell’allora numero uno della Divisione Design di Bertone Michael Robinson ed esposta al Salone di Ginevra di otto anni fa), e Bertone Nuccio – realizzata, sempre su disegno di Robinson, su Ferrari 430 F1 nel 2012 come omaggio al fondatore della Carrozzeria torinese – sono state “battute” a, rispettivamente, 575.000 e 330.000 euro. Il primo dei due capolavori pare abbia preso la strada della Svizzera; il secondo sarebbe rimasto in Italia.

Cifre importanti in termini assoluti, ma non all’altezza del blasone che ne accompagna le nobilissime origini di progettazione e di esecuzione. Se, poi, si considera che la licitazione (la prima, a carattere automotive, per Bolaffi) è avvenuta a poche ore dall’annuncio della vendita (2 milioni di euro) dell’esemplare unico di Ferrari SP38, ecco che per il settore delle auto storiche di maggiore prestigio questi importi somigliano più a “prezzi da saldo”. Tanto più che, fra gli appassionati, Alfa Romeo 8C ha una quotazione che si aggira su 150.000 euro, e Ferrari F430 vale circa 90.000 euro.

Di rilievo, indica il Corriere della Sera, la vendita dei disegni originali che provenivano dal Centro Stile Bertone: una ventina di tavole più un grande numero di manufatti e bozzetti che testimoniano l’epoca d’oro di Bertone, nella quale tra le firme più prestigiose c’erano quelle di Giorgetto Giugiaro e Marcello Gandini: un patrimonio giudicato “non esportabile” dalle Sovrintendenze ai Beni Culturali di Milano e Torino (a differenza, quindi, dei due pezzi unici Pandion e Nuccio), che – prosegue il quotidiano milanese – dopo un confronto fra il presidente ASI Maurizio Speziali (ricordiamo che l’Automotoclub Storico Italiano detiene la maggior parte della collezione Bertone) e due offerenti, è stato aggiudicato per telefono ad un collezionista italiano, per 62.000 euro. Un autentico patrimonio ceduto, anche in questo caso, ad un prezzo proporzionalmente di saldo. Desta perplessità, peraltro, il vincolo di indivisibilità di molti dei lotti offerti all’asta Bolaffi, avanzato dai rappresentanti del Mibact: un “paletto” che avrebbe dissuaso molti potenziali acquirenti esteri, e che per questo avrebbe lasciato invenduti alcuni “pezzi” fra i più importanti, come una Isotta Fraschini del 1931 (già di proprietà di un collezionista britannico e con targa inglese), una Lancia Aurelia B24 Spider, una Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d’Oro e una Lancia Augusta Pininfarina. Altrettanto “vincolate” alcune vetture di valore decisamente inferiore, come una Autobianchi Stellina del 1964 (prima spider italiana in serie italiana dalla carrozzeria in vetroresina) e una Isetta.

Bertone Nuccio Concept al Salone di Ginevra Vedi tutte le immagini
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