Gli svizzeri “perdono la testa” per acquistare le targhe storiche

Fino a 189.000 euro per la targa “Zugo 10”. La vendita delle targhe, che in Svizzera sono personali, serve a colmare deficit di bilancio oppure a progetti di pubblica utilità. Raccolto circa mezzo milione di euro.

Paese che vai, targhe che trovi. La vendita all’incanto dei “contrassegni di immatricolazione” è possibile nelle nazioni dove la targa dei veicoli è personale. Anche in Svizzera: ed è qui che, recentemente, le autorità cantonali hanno avuto una idea singolare per fare cassa. Ovvero: stuzzicare gli appassionati di collezionismo a tema automobilistico, e nel contempo permettere un rientro economico di compensazione ai vari benefit fiscali per i contribuenti più ricchi, oppure destinare i proventi in opere pubbliche.

È notizia di queste ore, ad esempio, l’acquisto della targa “numero 10” di Zugo, capitale dell’omonimo cantone federale, per la quale un anonimo enthusiast ha sborsato ben 233.000 franchi svizzeri (corrispondenti a circa 189.000 euro: il prezzo di un buon appartamento…); e ancora: un importo equivalente a qualcosa come 104.000 euro per accaparrarsi la “Zugo 18”, che un altro connoisseur di memorabilia ha messo, senza colpo ferire, sul tavolo della locale Motorizzazione, per portarsi a casa il prezioso cimelio e, un domani, inalberarlo con orgoglio sulla propria autovettura.

Non è peraltro la prima volta che le amministrazioni cantonali svizzere organizzano delle aste pubbliche, nelle quali vengono messe all’incanto le vecchie targhe che, appunto, essendo personali, seguono i proprietari dei veicoli. Le somme ottenute servono a rimpolpare le casse delle amministrazioni locali oppure per opere di pubblica utilità. La scorsa primavera, ad esempio, gli uffici della Motorizzazione avevano raggranellato circa 300.000 euro (in franchi svizzeri, ovviamente) da destinare in progetti di sicurezza stradale.

Nel caso di Zugo, l’asta pubblica ha fruttato, al cambio, circa mezzo milione di euro: un introito che consentirà alle autorità cantonali, alle prese con una delicata situazione finanziaria causata dall’offerta di benefici fiscali alle aziende ed ai contribuenti più danarosi, di affrontare una “manovrina” (si aumenteranno le tasse di un punto percentuale) senza dovere rinunciare alla attrattività fiscale.

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