Ayrton Senna: all’asta la McLaren vittoriosa a Monaco 1993

Sesto ed ultimo successo di Ayrton sul circuito-salotto monegasco, Monaco 1993 venne affrontato con la McLaren MP4/8A che andrà all’asta Bonhans l’ 11 maggio. Quotazione: si parla di 8 milioni di euro.

Il 2018 si apre all’insegna di Ayrton Senna: l’indimenticato tre volte campione del mondo F1 (1988, 1990, 1991) è stato, prima, celebrato da McLaren – al volante delle cui monoposto si aggiudicò i tre titoli iridati – con la presentazione della hypercar “Senna” equipaggiata con l’unità 4.0 V8 biturbo da 800 CV di potenza ed un prezzo che supera il milione di euro (tutte le 500 unità programmate avrebbero, in ogni caso, giàtrovato un garage che le accoglierà). E ora con la prossima messa all’asta di una delle McLaren della massima Formula impiegate in gara dallo stesso asso brasiliano.

Si tratta, nello specifico, della McLaren MP4/8A (contrassegnata dal numero 6 di telaio) che Ayrton condusse al GP di Monaco 1993: una data e un palcoscenico di particolare rilievo, essendo quella la sua ultima stagione con le monoposto di Woking (nel 1994 sarebbe passato alla Williams), e Montecarlo il tracciato-salotto che lo salutò vincitore in ben sei occasioni, tanto da fargli meritare l’appellativo di “Master of Monaco”. L’ultima vittoria sul tortuoso tracciato monegasco proprio nel 1993, e con la monoposto che sta per essere battuta all’asta.

L’evento, a cura della maison specializzata Bonhans (gli stessi che recentemente hanno aggiudicato, per 7.500.000 dollari, una Ferrari F2001 che venne portata in gara da Michael Schumacher) si terrà proprio a Monaco, l’11 maggio. La quotazione della monoposto bianco-rossa di Woking – equipaggiata con l’unità Ford Cosworth V8 da circa 720 CV di potenza ad un regime di 13.500 giri/min – è in linea con la “Rossa” di Schumi: si parla di oltre 8.000.000 di euro, una cifra ovviamente appannaggio di ben pochi facoltosi; tuttavia in perfetta sintonia con l’immagine di Ayrton Senna e con il valore che deriva dalla sua sesta ed ultima vittoria a Montecarlo, la gara che lo incoronò, appunto “Re di Montecarlo”.

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