La Fiat Uno della camorra che faceva i 300 km/h

Il sequestro della Uno dei “Casalesi” che, secondo alcune indiscrezioni, era in grado di raggiungere 300 km/h, destò scalpore.

Il blitz dell’antimafia compiuto a Napoli nei giorni scorsi, e che con l’arresto di quattro donne della famiglia del “boss” Michele Zagaria ha segnato una nuova tappa nella lotta dello Stato contro l’organizzazione camorristica originaria della provincia di Caserta, riporta alla memoria uno degli episodi più clamorosi nella cronaca relativa al clan dei Casalesi. Ci si riferisce alla  Fiat Uno ampiamente “rimaneggiata”, che faceva parte degli automezzi “in dotazione” a Giuseppe Setola, uno dei “capi” dell’ala stragista dell’organizzazione, sequestrata nel 2014 durante un’operazione di controllo in un’officina da parte della squadra mobile di Caserta.

La popolare utilitaria torinese, pur datata, veniva impiegata – così emerse dalle indagini –  per le “quotidiane attività” del clan, tuttavia il sospetto fu che servisse anche nelle corse clandestine notturne. Esteticamente “insospettabile”, la Uno incriminata era stata profondamente “riveduta e corretta”: cerchi maggiorati e pneumatici a sezione allargata, intercooler e barre duoni (anteriore e posteriore) supplementari, assenza di qualsiasi arredo interno: nell’abitacolo erano stati lasciati soltanto i sedili anteriori e la plancia. Secondo una indiscrezione pubblicata all’epoca, la vettura era in grado di raggiungere i 300 km/h: una velocità strabiliante per un’auto che farebbe gola a molti appassionati. E pensare che si tratta di una storiaccia criminale.

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