E-mobility: i nuovi programmi pubblici e privati di sviluppo della mobilità elettrica

Dal piano Enel all’accordo Regione Lombardia-Q8, alla imminente scadenza (31 dicembre 2017) data alle amministrazioni locali per l’installazione di colonnine negli edifici secondo il Testo Unico per l’Edilizia.

La mobilità elettrica in Italia verso un significativo boost. Porta la firma di Enel il piano nazionale che prevede l’installazione di 7.000 colonnine di “hub” per la ricarica di veicoli elettrici programmata entro il 2020; uno step successivo consisterà nella collocazione di ulteriori 7.000 colonnine entro il 2022: in totale, fra cinque anni le infrastrutture per il “pieno” di energia elettrica a disposizione delle auto a zero emissioni saranno 14.000.

La presentazione del piano – battezzato “e-Mobility Revolution” – è avvenuta nei giorni scorsi, all’Autodromo di Vallelunga, ed è stata illustrata dall’amministratore delegato di Enel Francesco Starace (in prossimità del circuito “Piero Taruffi” è in previsione a breve termine l’inaugurazione, da parte di Enel, di un polo hi-tech rivolto allo sviluppo della mobilità elettrica).

Nel dettaglio, il network di ricarica per veicoli elettrici, attualmente formato da 930 “hub”, prevede l’installazione di colonnine “Quick” da 22 kW per le aree urbane (circa l’80% delle colonnine), e “Ultra Fast” da 150 kW per le aree extraurbane, comprese le autostrade: quest’ultima parte del programma si rapporta al progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries) partecipato dalla Commissione Europea. L’investimento da parte di Enel ammonterà a 100 – 300 milioni di euro.

Il nuovo programma “e-Mobility Revolution” costituisce un nuovo concreto passo in avanti verso l’affermazione della mobilità eco friendly in Italia: proprio nei giorni scorsi è stato siglato un agreement fra Regione Lombardia e Kuwait Petroleum Italia (Q8) riguardante lo sviluppo di una ulteriore rete per la ricarica dei veicoli elettrici e di distribuzione del metano. Nuove colonnine e nuovi distributori di gas naturale saranno installati entro l’inizio del 2019, in special modo nell’area metropolitana di Milano e sulle tratte autostradali maggiormente trafficate.

C’è un terzo provvedimento, in Italia, che promuove l’affermarsi della mobilità elettrica nel nostro Paese: si tratta del Testo Unico per l’Edilizia, nello specifico la normativa che discende dal Dlgs 257/2016 di modifica del Testo Unico secondo l’art. 4 del Dpr 380/2001, e attua la direttiva europea 2014/94/Ue sui requisiti minimi relativi alle infrastrutture per carburanti alternativi (compresi, dunque, i punti di ricarica per veicoli elettrici). In Italia, la normativa – adeguata da una prima deadline al 31 dicembre 2012 – dispone che entro il prossimo 31 dicembre 2017 le amministrazioni locali inseriscano nei rispettivi regolamenti edilizi il vincolo alla predisposizione per l’allacciamento alle infrastrutture elettriche di ricarica per gli edifici residenziali e non residenziali, oltre i 500 metri quadri e di nuova costruzione. Curiosamente, ciò non vale per gli edifici pubblici. Nel caso che le amministrazioni locali non si adeguassero alla normativa, le Regioni avranno facoltà di non rilasciare le concessioni edilizie.

Attualmente, l’aggiornamento al Testo Unico pper l’Edilizia viene rispettato da soltanto quattro capoluoghi: Milano, Torino, Bologna e Campobasso; Genova è fra le città in fase di adeguamento. Nel dettaglio, a Milano la normativa si applica mediante la craezione di box dotati di “hub” di ricarica e contabilizzazione dei consumi. Lo stesso a Bologna (prese di ricarica nei box e nei posti auto condominiali aventi almeno 500 metri quadri di superficie); a Torino l’installazione dei punti di ricarica è relativo agli edifici di grandi dimensioni e ad utilizzo non residenziale. Campobasso, infine, applica la normativa nazionale.

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