Segue il GPS, rimane incastrato: ci sono voluti i vigili del fuoco per liberarlo

“L’uomo che si fidava troppo… del GPS”: è rimasto incastrato in uno stretto viottolo che non gli ha permesso di muoversi né avanti né indietro. L’apisodio è avvenuto a Carate Urio, sul Lago di Como.

Un’avventura non certo simpatica, e che farà felice soltanto il carrozziere: è quanto accaduto nelle scorse ore ad un turista di quarant’anni, che si è fidato del navigatore satellitare installato a bordo della propria auto… ed è rimasto letteralmente incastrato in uno stretto vicolo, tanto che per liberare la vettura ci sono voluti i vigili del fuoco.

Il singolare episodio, che la dice lunga sulle funzionalità a volte non “perfette” dei GPS, è avvenuto a Carate Urio, località che si affaccia sul Lago di Como. Il protagonista del “fattaccio”, un turista originario di Milano e residente nella provincia di Pavia, al volante della propria auto (una Volvo V40) , per seguire le indicazioni del navigatore – “Galeotto fu il GPS”, verrebbe da aggiungere… – ha imboccato via De Cristoforis. La strada, dopo un primo tratto asfaltato, si trasforma in una stretta e ripida scalinata a ciottoli e gradoni.

Ignaro di ciò che gli sarebbe accaduto di lì a poco, l’automobilista ha proseguito, fino a ritrovarsi letteralmente incastrato fra i due muraglioni che delimitano la “mulattiera” e, di conseguenza, impossibilitato a proseguire così come a tornare indietro.

A quel punto, la frittata era ormai fatta: non si poteva far altro che chiedere aiuto. L’intervento dei vigili del fuoco ha richiesto ben cinque ore di lavoro per disincastrare la Volvo nuova di zecca dello sfortunato turista. Il quale, ora, si troverà a dover pagare una riparazione in carrozzeria di quelle che non si dimenticano.

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