Toshiba studia la batteria che si ricarica in sei minuti

Una nuova tecnologia all’ossido di litio titanio permetterebbe tempi di carica ultrarapidi: la batteria SCiB by Toshiba sarà, in un primo momento, rivolta al settore mobile; successivamente, è attesa a bordo delle auto elettriche.

Entro due anni, il comparto hi-tech potrebbe assistere al debutto di un nuovo tipo di accumulatore in grado di completare un ciclo di ricarica in tempi ultrarapidi: addirittura fino a sei minuti. A metterla a punto è il colosso Toshiba, tuttavia per vedere la nuova “super batteria” installata a bordo di auto elettriche potrebbe essere necessario attendere ancora un po’ di tempo. L’anticipazione di queste ore si riferisce, infatti, ad altri ambiti di utilizzo, e in special modo ai principali device portatili (smartphone e tablet). Ciò che conta, in ogni caso, è che si avvicina un sostanziale upgrade nelle tecnologie di sviluppo degli accumulatori, via via rivolte a capacità di utilizzo sempre più pratiche.

Tecnicamente, la tecnologia del nuovo accumulatore ultrarapido by Toshiba (chiamato SCiB-Super Charge ion Battery) sfrutta le funzionalità dell’ossido di litio titanio, un progetto da tempo sul taccuino delle priorità per l’azienda giapponese.

Nel caso specifico, la più recente evoluzione potrebbe, una volta “a regime”, assicurare – tenuto conto delle ottimali condizioni di laboratorio – una ricarica completa in sei minuti. L’annuncio va preso con il beneficio di inventario, in quanto non si riferisce a precisi valori riguardanti potenza e capacità. Tuttavia, come indicano i tecnici Toshiba, la nuova batteria SCiB potrebbe permettere ad un’auto elettrica un’autonomia nell’ordine di 300 km dopo sei minuti “sotto carica”: un valore di assoluto livello.

Inoltre, e questo potrebbe giocare una ulteriore carta a favore del nuovo procedimento all’ossido di litio titanio by Toshiba, è da tenere conto della elevata durabilità del’accumulatore, che manterrebbe il 90% delle proprie capacità di accumulo dell’energia per più di 5.000 cicli, vale a dire – a conti fatti – 13 anni di vita (i tecnici Toschiba assicurerebbero, in ogni caso, una resistenza fino a ben 15.000 cicli con bassi livelli di degrado); e la capacità di lavoro in condizioni di basse temperature ambientali (fino a -30°C).

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