Bere l’acqua del condizionatore di bordo: secondo Ford si può

… L’importante è depurarla adeguatamente: il progetto di un ingegnere Ford, votato fra i finalisti di un concorso interno di idee, produce acqua potabile ottenuta dalla condensa A/C.

Da “Metti un tigre nel motore” ad un più tranquillo ed eco-friendly “Bevi l’acqua del condizionatore”. Si potrebbe definire così – parafrasando un celeberrimo claim pubblicitario, incidentalmente… automotive, di gran moda diversi decenni fa, tanto da essere poi entrato nel lessico comune – un progetto che ha dell’innovativo: utilizzare l’acqua di condensa prodotta dagli impianti A/C delle autovetture, per ottenere né più né meno che acqua potabile.

La proposta è “targata” Ford: o meglio, ha il “placet” dell’Ovale Blu. A firmarla, recentemente, è un ingegnere in forza al colosso di Detroit, che dopo una osservazione fortuita ha ideato un progetto che, a grandi linee, prevede la disponibilità di un certo quantitativo di acqua potabile a disposizione dei passeggeri di un veicolo, e prodotta in un modo ad una prima occhiata piuttosto inconsueto.

Nel dettaglio, il tecnico Ford in questione aveva, alcuni anni fa, letto di come la condensa che, a causa dell’impatto dell’aria umida dell’oceano, si formava su un cartellone pubblicitario di grandi dimensioni venisse canalizzata verso un depuratore e, quindi, adeguatamente depurata, trasformata in acqua pronta da bere. Tutto questo avveniva a Lima, capitale del Perù: l’articolo, di impostazione tecnica, indicava come la capacità di produrre acqua, da un maxi-manifesto pubblicitario collocato in una posizione strategica e in favore di vento, fosse in grado di ottenere fino a ben 3.150 litri di acqua al mese, completamente gratuita per chiunque.

Un bel modo di approvvigionamento idrico democratico, non c’è che dire! Tant’è vero che il tecnico Ford ha, successivamente, considerato che ogni autoveicolo dotato di impianto di aria condizionata produce condensa (e lo dimostrano i residui liquidi più e meno ampi che tutti hanno osservato almeno una volta al di sotto di un’autovettura ferma, a motore acceso e a impianto A/C in funzione). Si tratta di liquido che, in condizioni di impiego appunto “tradizionali”, viene perso. Se, al contrario, quest’acqua – come avveniva per il cartellone osservato dall’ingegnere – viene canalizzata verso uno specifico serbatoio, depurata ed inviata nuovamente in un contenitore ad hoc, eccola pronta per dissetare conducente e passeggeri, oppure per essere impiegata per pulirsi le mani, o ancora a provvedere a piccole operazioni di lavaggio per il veicolo.

A quanto pare, il progetto del tecnico Ford è piaciuto ai dirigenti dell’Ovale Blu, che hanno premiato l’idea ammettendola tra le finaliste di un concorso interno sulle innovazioni.

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