Tesla Model S: ecco come comportarsi in caso di incendio

Un video illustra come una squadra di soccorso austriaca abbia seguito esattamente le prescrizioni Tesla per estinguere gli incendi che interessano il veicolo.

Anche le auto elettriche possono essere interessate da incendi. Lo dimostra un video, girato dai vigili del fuoco appartenenti ad una squadra di soccorso volontaria che opera a Landeck (località del Tirolo, in Austria), nel quale è rimasta coinvolta una Tesla Model S.

La sequenza può servire per illustrare come la gestione di un incendio presupponga tecniche differenti se gli operatori si trovano di fronte ad un veicolo “tradizionale” o ad un’auto elettrica. Ciò, beninteso, in assenza di pericolo né di lesioni per gli occupanti.

Entrambe le tipologie di veicolo (appunto: un’auto a motore termico ed una a zero emissioni) possiedono equivalenti capacità di rimanere preda del fuoco se coinvolte in incidenti stradali di una certa gravità; tuttavia, le procedure possono essere differenti. Ed  è quanto la sequenza video rivela.

La notizia, pubblicata nelle scorse ore dal quotidiano locale Tiroler Tageszeitung, riporta quanto avvenuto ad una malcapitata automobilista, mentre si trovava in transito lungo la superstrada S16 (Arlberg Schnellstrasse). La ragazza, per cause che non sono state rese note, ha impattato con la Tesla Model S che stava conducendo, contro un “New Jersey” che delimitava un’area di cantiere situata subito prima dell’imbocco di un tunnel.

E non sono tanto le cause tecniche, o l’errore umano, causa dell’incidente, ad essere sotto i riflettori dei media, quanto l’intervento della squadra di soccorso locale.

Traducendo dal tedesco, il gruppo di soccorritori (35 persone e cinque veicoli di appoggio) “In un primo momento si è trovata a dover fronteggiare una situazione piuttosto complicata, a causa del fatto che dalla vettura le fiamme si sono sprigionate in più occasioni, durante le fasi di soccorso. Soltanto dopo avere tagliato l’alimentazione alle batterie, è stato possibile combattere il fuoco in maniera da averne la meglio. Dal momento che gli accumulatori sono al litio, la Casa costruttrice raccomanda, una volta terminato l’intervento, di custodire la vettura “in quarantena” per 48 ore, in modo da scongiurare qualsiasi eventuale rischio successivo”.

Le istruzioni Tesla rivolte ai soccorsi antincendio spiegano, specificamente per Model S, che bruciando le batterie agli ioni di litio rilasciano nell’aria “Vapori tossici”, fra cui “Acido solforico, ossidi di carbonio, Nickel, litio, rame e cobalto”, che rendono essenziale, per i soccorritori, l’adozione di efficaci sistemi autorespiratori. Inoltre, per estinguere le fiamme che interessano un accumulatore, Tesla indica come debbano essere impiegati “Grandi quantitativi di acqua”.

Una nota diramata dalla stessa squadra antincendio tirolese che ha operato per estinguere le fiamme dalla Tesla Model S della sfortunata giovane automobilista austriaca, spiega appunto che gli operatori, “Adeguatamente dotati di protezione alle vie respiratorie”, contavano su cinque automezzi di soccorso. Dunque, si direbbe che la squadra fosse già ben preparata ad affrontare situazioni di una certa difficoltà.

Da rilevare, poi, l’abilità di un operatore, che munito di sega circolare a mano ha tagliato la zona immediatamente retrostante la porta posteriore di sinistra, per accedere senza alcuna difficoltà ad uno dei due punti di disconnessione dell’alimentazione (“First Responder Disconnect Point”; l’altro si trova in un punto del veicolo che, a causa dell’incidente, era inaccessibile), uno staccabatteria che ha in più la funzione di isolare l’azionamento degli airbag.

Per disconnettere l’impianto elettrico ad alta tensione, Tesla suggerisce infatti ai soccorritori di aprire la porta posteriore di sinistra, e con una sega circolare portatile da 12” praticare un foro rotondo.

 

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