Era davvero cieco, e guidava la moto: non è truffa, si tratta solo di “Un irresponsabile”

Un 59enne di Bari, affetto da retinite pigmentosa degenerativa, era stato denunciato dalla Finanza perché sorpreso mentre guidava il motorino. Inizialmente gli erano stati sequestrati i beni, ma è stato assolto: davvero non vedente, tiene semmai un comportamento “Pericoloso”, ma non è un truffatore.

Inizialmente era stato indagato per truffa aggravata ai danni dell’Inps. Una sentenza ha, al contrario, stabilito che la patologia era autentica, e dunque giusto erogargli la pensione di invalidità con indennità di accompagnamento. Fin qui, tutto bene, o quasi. E invece, si è trattato di un caso clamoroso, perché nonostante la menomazione conduceva una vita apparentemente in netto contrasto con la propria condizione fisica.

Protagonista, un barese di 59 anni, Francesco Caringella, ufficialmente affetto da cecità totale: nel 2013, dopo una serie di accertamenti e pedinamenti, svolti dalla Guardia di finanza di Bari su segnalazione dell’Inps, che lo avevano “sorpreso” intento a svolgere attività di volantinaggio e guidare il ciclomotore nelle strade di quartiere, a carico del pensionato invalido era stato notificato un provvedimento di sequestro degli importi pensionistici fino allora accumulati, dal 1990, per l’ammontare di 225.000 euro.

Sarebbe potuto diventare l’ennesimo caso di truffa all’Inps; invece, dopo quattro anni di processo, l’avvocato difensore del 59enne è riuscito a ribaltare la sentenza, dimostrando – anche sulla scorta delle consulenze mediche – come la malattia che ha colpito il soggetto, retinite pigmentosa degenerativa, lo abbia reso in effetti “cieco assoluto”: in grado, cioè, di percepire soltanto luci ed ombre. In buona sostanza: un comportamento “Irresponsabile”, tuttavia nient’affatto legato alla sua condizione clinica.

Tecnicamente, come riportato da alcune fonti Web, i medici che hanno testimoniato in Tribunale avrebbero dichiarato come, sulla base degli “Eccezionali poteri di adattamento dei soggetti invalidi”, nonostante un residuo visivo inferiore al 3% risulti possibile anche guidare un motoveicolo. Ciò non toglie, come hanno fatto mettere a verbale gli stessi medici, che si tratti di un’attività “Molto rischiosa, per il soggetto e per le altre presone: l’essere in grado di riconoscere il transito di un veicolo o un ostacolo sulla strada, senza poterne ricostruire le fattezze, è molto pericoloso”. Ma non è una truffa.

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