Perché le Alfa Romeo sportive hanno il quadrifoglio verde?

Scopriamo la storia del simbolo che è era utilizzato dalle Alfa Romeo nelle competizioni e oggi contraddistingue gli allestimenti sportivi.

Per le Alfa Romeo il quadrifoglio verde rappresenta il simbolo della sportività, perché associato a tutte le versioni sportive. Ma da dove trae origine questa tradizione? Il simbolo del quadrifoglio apparve per la prima volta in occasione della Targa Florio del 1923, all’epoca la gara automobilistica più prestigiosa in assoluto. L’Alfa Romeo, che fino ad allora non aveva ottenuto risultati di rilievo in competizioni internazionali, schierava quattro vetture RL Targa Florio con i piloti Antonio Ascari (padre del più famoso Alberto), Giulio Masetti, Ugo Sivocci e un tale Enzo Ferrari. Per quella gara Sivocci, che nonostante il talento non aveva mai ottenuto vittorie importanti, fece dipingere un quadrifoglio inserito in un quadrato bianco sulla fiancata della propria vettura.

La competizione vide nel finale tre vetture staccarsi molto dal resto delle auto e di fatto giocarsi le possibilità di vittoria. Tra queste c’erano le Alfa di Ascari e Sivocci, seguite dalla Steyr VI Klausen Sport di Ferdinando Minoia. A circa duecento metri dal traguardo, l’auto di Ascari si spense improvvisamente costringendo il pilota a richiedere l’intervento dei meccanici, che dopo aver fatto ripartire il motore salirono a bordo per percorrere gli ultimi metri fino al traguardo. Il vantaggio di Ascari era tale che riuscì comunque ad arrivare primo, ma fu squalificato per aver “dato un passaggio” ai suoi meccanici. Dovette tornare al punto del guasto e ripassare nuovamente sul traguardo, permettendo così a Sivocci di arrivare al traguardo e di aggiudicarsi la sua prima vittoria internazionale.

Un altro avvenimento, questa volta negativo, contribuì a creare la leggenda del quadrifoglio. Pochi mesi dopo, l’8 settembre 1923, in occasione delle prove del primo Gran Premio di Monza, la vettura di Sivocci (con il numero 17) aveva subito dei ritardi nella preparazione e i meccanici non fecero in tempo a dipingere il quadrifoglio. Il pilota salernitano durante le qualifiche uscì di strada in curva e morì tragicamente nell’incidente. Da allora il quadrifoglio fu sempre adottato dalla scuderia, ma fu inserito in un triangolo (con una punta mancante rispetto al quadrato) per ricordare lo scomparso Sivocci.

Dunque il quadrifoglio ha il potere di far vincere o addirittura di portare alla morte se mancante? In realtà oggi la psicologia ha ampiamente dimostrato che il valore intrinseco dei “portafortuna” o non è nel “portafortuna” in sé, ma nel fatto di credere che lo sia. Insomma, è il nostro atteggiamento mentale a fare la differenza e a determinare le cosiddette “profezie autoavveranti”. In altre parole, se utilizziamo un simbolo che riteniamo positivo per noi, ci mettiamo inconsciamente in un atteggiamento positivo che ci farà effettivamente ottenere con maggiore probabilità un esito positivo.

Certo che se i piloti dell’Alfa Romeo alla Targa Florio avessero avuto queste conoscenze, forse oggi non avremmo lo splendido quadrifoglio verde a campeggiare sulle Alfa più sportive…

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