Guinness World Record: ecco i primati dell’auto

Il recente “Guinness” ottenuto dal nuovo SUV mid-size Jaguar E-Pace per il salto carpiato più lungo compiuto da un’auto di produzione stuzzica la curiosità: conoscere alcuni dei record più singolari che hanno le autovetture nel ruolo di protagoniste. La più piccola, la più bassa, quella dal consumo medio più basso e quella dalla percorrenza più elevata, la più economica all’acquisto, il drift più lungo. E i record del popolare Edd China.

C’è l’auto più veloce del mondo, quella che scatta più rapidamente da 0 a 100 km/h (ma anche a 200, 300 e, nel caso delle più estreme hypercar, ora anche 400 km/h). A certificare questi record, ci pensa il Guinness World Records, vera e propria istituzione nel campo delle idee più sorprendenti che possano venire nella mente delle persone. Tanto più “folli” quanto uniche al mondo.

Fra le logiche conseguenze dell’attuale comunicazione globale, che regala ad ogni primato un bacino di “curiosi” sempre più ampio, anche i record guadagnano una importanza mediatica via via maggiore. Non ultimi, i record che riguardano il settore automotive.

L’ultimo esempio (in ordine di tempo) è recentissimo: in occasione del “taglio del nastro” al nuovo SUV compatto Jaguar E-Pace, lo stuntman Terry Grant ha compiuto, di fronte a centinaia di persone presenti al vernissage del nuovo “medium Sport Utility” di Jaguar, uno spettacolarissimo volo carpiato di ben 15,3 metri di lunghezza. Esibizione che è valsa all’esperto acrobata di oltremanica – e a Jaguar – il Guinness World record per il più lungo “barrel roll” compiuto da un veicolo di produzione.

Tuttavia, gli esempi di primati, alcuni del tutto singolari, sono molteplici. Alcuni dei primati automotive più “strani” hanno come protagonista Edd China, il vulcanico partner dell’”affarista” Mike Brewer nella fortunatissima serie TV “Affari a quattro ruote”. Il popolare e simpatico factotum della meccanica automobilistica è, fra l’altro, fondatore e presidente di “Cummfy Banana Limited”, factory specializzata nella progettazione e nella realizzazione di prototipi di veicoli dalle forme più strane. Sul personale ruolino di marcia di Edd China ci sono ben sei record mondiali, alcuni ottenuti con “veicoli” poi regolarmente omologati per la circolazione stradale: dal “mobile più veloce su strada” (ottobre 1998: velocità cronometrata, 140 km/h, poi ripetuto a 148 km/h), all’”ufficio più veloce del mondo” (140 km/h, record del 2006), al “letto più veloce del mondo” (nel 2008 venne cronometrato a ben 111 km/h: una… “velocità da sogno”), al “gabinetto più veloce del mondo” (sidecar attrezzato di tutto punto: WC, vasca da bagno, rubinetto e cesto per la biancheria, cronometrato nel 2011 a 68 km/h), e il “capannone da giardino più veloce del mondo” (94 km/h: record del 2011).

C’è, poi, l’auto più piccola del mondo omologata per la circolazione: è il “mini-prototipo” costruito in Texas nel 2012 da Austin Coulson, sorprendente per le dimensioni misurate dai verificatori ufficiali del Guinness World Records. Dati alla mano, la vetturetta americana misura 126,47 cm di lunghezza, 65,41 cm di larghezza e 63,5 cm di altezza. Viene da immaginare che l’orgoglioso costruttore e proprietario abbia dovuto munirsi di un avvisatore acustico dall’intensità sonora inversamente proporzionale agli “ingombri” della macchinina, per farsi sentire dagli altri automobilisti…

Detto dell’auto più piccola del mondo, ecco quella più bassa. Il record appartiene ad un gruppo di insegnanti e studenti del corso in Automotive Engineering della giapponese Okayama Sanyo High School di Asakuchi, che nel 2010 realizzarono la “Mirai” (non c’entra niente con la recente Toyota a propulsione fuel cell, che peraltro ha anch’essa stabilito un primato, avendo percorso negli USA 2.313 km in 24 ore: il termine “Mirai”, in giapponese, vuol dire “Futuro”), che con i suoi 45,2 cm di altezza “fuori tutto” è l’auto più bassa di sempre.

Siete curiosi di sapere quale sia l’autovettura dalla percorrenza più elevata con lo stesso motore? Per saperlo, occorre varcare l’oceano e puntare il dito su New York, dove vive l’ultrasettantenne “Irv” Gordon che dal 1966 è il fedele e orgoglioso proprietario di una Volvo P1800 del 1965 che di strada ne ha fatta tanta: al momento della certificazione del Guinness World Record (marzo 2014), ben 3.039.122 miglia, cioè 4.889.950 km. Attenzione: con lo stesso motore, vale a dire che anche se l’unità motrice – per stessa ammissione del proprietario – è stata “revisionata” due volte e gli organi meccanici sono stati via via sostituiti con scrupolo sempre con ricambi originali, l’impostazione del veicolo non è mai stata modificata.

Gli appassionati di drifting, poi, potrebbero chiedersi a quanto ammonti il dérapage su asfalto più lungo del mondo. La risposta data al luglio 2014, e al primato raggiunto dal drifter tedesco Harald Müller, che al volante di un esemplare di Toyota GT86, e in collaborazione con il Ministero turco della gioventù e degli Sport, ha percorso la bellezza di 144,126 km in “derapata”.

Lasciamo lo sport e i primati “singolari” per affrontare un argomento più “pratico”: i consumi. Appartiene a Honda il record per la maggiore efficienza di un motore termico. Il Guinness è stato raggiunto, a fine giugno 2015, dall’irlandese Fergal McGrath e dal collega inglese Julian Warren – entrambi tecnici della Divisione Ricerca e Sviluppo di Honda Europe – che, con una Civic Tourer 1.6 i-DTEC hanno compiuto un tour di 13.498 km in 25 giorni, toccando 24 Paesi UE. Il consumo medio riscontrato dalla vettura è stato di 2,82 litri per 100 km, il che equivale a soltanto nove soste per ogni “pieno” da 1.500 km. Particolari di rilievo: durante tutto il lungo viaggio è sempre stato utilizzato carburante di normale vendita presso i comuni distributori, gli pneumatici della vettura erano gonfiati secondo le prescrizioni della Casa costruttrice e sono stati scrupolosamente osservati i limiti di velocità.

Interessante, poi, venire a conoscenza di alcuni primati “storici”. Uno di questi, certificato dal Guinness World Records, riguarda la “Cheapest car of all times”, ovvero l’auto più economica da acquistare di tutti i tempi (ovviamente, ci si riferisce a vetture nuove di fabbrica): il singolare record appartiene alla Red Bug del 1922, uno dei primi esempi di cyclecar. Costruita dalla Briggs & Stratton di Milwaukee e “da primato” anche nelle dimensioni (1.570 mm di passo; 111 kg di peso: praticamente un kart ante litteram), veniva venduta nel 1948 al “folle” prezzo di 100 dollari. Ad una condizione: che l’acquirente fosse in grado di assemblarsela da sé, dato che veniva venduta in scatola di montaggio. In ogni caso, la comparazione con i prezzi dei principali beni di consumo negli USA al 1948 indica che, ad esempio, un’automobile costava in media 1.550 dollari, un’abitazione 13.500 dollari, la benzina 26 centesimi al gallone. E il salario medio annuo si aggirava su 3.600 dollari.

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