Come guidare un’auto da corsa

Le differenze di guida rispetto ad una vettura comune e tutte le difficoltà del caso

Quante volte vedendo un’auto da corsa, magari simile nelle linee a quelle che circolano su strada, abbiamo pensato, da buoni appassionati, che forse potremmo guidarla anche noi? Niente di più sbagliato, perché la differenza di guida è sostanziale, e può veramente mettere in difficoltà chi non è abituato a certe situazioni dinamiche.

Il “comfort” di guida

Ma partiamo dalla cosa più banale, la posizione di guida: di solito entriamo in macchina sistemandoci comodamente sul sedile, magari regolandolo in base alla nostra altezza, sistemiamo gli specchietti, allacciamo la cintura ed il gioco è fatto. Sulle auto da corsa bisogna prima superare la gabbia che rende più sicuro l’abitacolo, ovviamente dopo aver indossato tuta e casco, poi ci vuole una mano per sistemare le cinture di sicurezza. Se il sedile non è sistemato per la propria statura, non ci sono aiuti che possano posizionarlo al meglio, ci si può accontentare solo di un cuscino, a meno che non siate il pilota titolare.

Noi ne sappiamo qualcosa, nella recente prova della Clio Cup, dopo due frenate la visuale era estremamente ridotta, perché il cuscino scivolava e non c’era verso di rimetterlo come alla partenza. Poi c’è da combattere con il caldo, scordatevi il climatizzatore, sulle auto da corsa tutto è pensato per ridurre il peso e non c’è posto per il superfluo, quindi, soprattutto in questi giorni si fa grande fatica a stare in macchina.

Accensione e spegnimento

Ma tutto questo è il meno, per accendere l’auto non si gira la chiave, bisogna spingere i pulsanti giusti, ad esempio sulla Clio Cup bisogna premere un tasto sul volante e utilizzare il paddle di destra per mettere la prima, mentre con quello di sinistra di seleziona il folle e la retromarcia. Senza questa informazione sarebbe impossibile partire. Anche sulla 208 T16 di Andreucci da noi guidata c’è da premere il pulsante giusto, ma in questo caso c’è una leva del cambio e non le palette dietro il volante.

Ma comunque, il bello viene quando si cerca di partire, perché la frizione è tostissima, stacca molto in alto e ci vuole un niente per spegnere un’auto da corsa. Quindi molti rinuncerebbero prima di partire. Ok, forse i più appassionati tenterebbero con tenacia, ma a quel punto ci sarebbe da fare i conti su alcune caratteristiche, come spingere la frizione in scalata sulla Clio Cup, e gestire il bang del turbo sulla 208 T16. La prima operazione non è scontata, perché i tempi su un’auto da gara si accorciano e perché se in salita non usi la frizione non è così automatico utilizzarla in scalata, soprattutto se hai un cambio sequenziale Sadev con palette al volante che agisce rapidamente. La seconda ha delle complessità differenti, perché il motore è sempre in coppia e spara l’auto come se fosse su una catapulta: un comportamento non proprio in linea con quello delle auto da strada. Anche la leva del cambio non si usa nel modo canonico, perché si sale di marcia tirandola verso di sé e si scende spingendola in avanti.

Frenata

Poi, c’è la frenata, lasciate stare l’ABS, in pista non si usa, ma ci vuole fermezza e precisione per non rischiare di rovinare le gomme o di andare lunghi a ruote sterzate. Se tutto ciò ancora non bastasse, ci si mettono le gomme, le slick vanno scaldate a dovere, altrimenti la tenuta è a dir poco approssimativa, poi tengono in maniera esagerata ma se ti mollano richiedono una correzione fulminea e non è detto che basti a tirarti fuori dai guai. Per le auto da rally la mescola è funzionale al terreno e scegliere quella sbagliata in caso di strada umida o di nevischio poco diffuso può fare la differenza.

Ma alla fine, quello che segna un confine netto tra le auto stradali e quelle da corsa è il comportamento dinamico, visto che lo sterzo è rapido, quasi istantaneo, il motore spinge in maniera incredibile e si passa dal sottosterzo al sovrasterzo in un attimo. Forse sulle auto da pista la cosa è più graduale, almeno sull’esemplare provato, ma sulla 208 T16 non si può affrontare la curva in maniera canonica, altrimenti non giri! Si deve sfruttare la potenza generata al retrotreno, e poi andare via in derapata sfruttando la trazione integrale. Si tratta di un affare per pochi, e se non si hanno corsi di guida alle spalle, difficilmente si riesce a percorrere qualche chilometro senza fare danni.

Comunque, è un’esperienza che consigliamo a tutti, magari, arrivandoci per gradi, che regala soddisfazioni indescrivibili a parole. Certo, nella guida di tutti i giorni domare certi mostri non serve, bisogna rispettare i limiti, non distrarsi, e si può contare anche sui tanti dispositivi elettronici che, ovviamente e per fortuna, sulle auto da corsa, non ci sono.

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