Lancia Delta S4: leggenda integrale

La Delta S4 è stata tra le protagoniste del Gruppo B alla metà degli anni ’80. Spaventose le prestazioni, con un’accelerazione 0-100 km/h in 2,7 sec

La Delta S4 è stata tra le protagoniste del Gruppo B alla metà degli anni ’80. Spaventose le prestazioni, con un’accelerazione 0-100 km/h in 2,7 sec

La Lancia Delta S4 è entrata nella leggenda del motorsport per le vittorie nella celebre categoria Gruppo B, il cui regolamento esaltava al massimo le prestazioni delle vetture. La Delta S4 è stata sviluppata per sostituire la Lancia 037, vincitrice del titolo costruttori nel 1983, ma aveva anche il compito di contrastare l’offensiva delle “trazioni integrali”, prima fra tutte la Peugeot 205 Turbo 16. Nel 1985 i progettisti guidati dall’Ing. Lombardi decisero di adottare a loro volta la trazione integrale, capace di scaricare a terra l’enorme potenza sviluppata dal motore turbo. Il nome sintetizza proprio queste caratteristiche, infatti la S sta per “sovralimentazione” mentre 4 indica la trazione.

Inoltre, questa è l’unica Delta pensata dalla Lancia specificamente per le competizioni, pur essendo stata prodotta e commercializzata in 200 esemplari (cioè quanto bastava per ottemperare al regolamento Fia e omologare la vettura nel Gruppo B).

Il cuore della Delta S4 era rappresentato dal motore 4 cilindri in linea di appena 1759 cc con quattro valvole per cilindro, collocato in posizione centrale per raggiungere il miglior bilanciamento di pesi. Grazie alla Sovralimentazione doppia il propulsore riusciva ad erogare ben 550 cavalli a 8.400 giri/min (rispetto ai 250 della versione stradale), ma la versione del 1986 arrivava a sviluppare addirittura 650 cavalli per alcuni secondi, grazie ad un Overboost (o sovraspinta) azionabile dal pilota. La coppia massima era di ben 451 Nm a 5.000 giri/min.

La sovralimentazione era ottenuta tramite un compressore della tedesca KKK con in più un compressore volumetrico Volumex (brevettato dalla Abarth) che lavorava già a partire dai 1500 giri/min. Il rapporto di compressione era di 7,1:1 mentre la pressione massima raggiungeva i 2,2 bar (2,5 bar la versione con overboost). Il basamento era il lega di magnesio, la testata motore era in lega di alluminio, mentre le canne cilindri erano rivestite in Cermetal, un materiale ceramico molto resistente all’usura e capace di ridurre gli attriti interni. L’esuberante potenza era gestita da una trasmissione ZF manuale a cinque rapporti.

La trazione integrale permanente utilizzava un differenziale centrale di tipo Ferguson e la ripartizione della coppia tra l’asse anteriore e posteriore poteva variare tra 25:75 e 40:60. Due le uscite, verso i differenziali autobloccanti anteriore e posteriore, entrambi a slittamento limitato. Il telaio era costituito da un struttura reticolare di tubi in lega, particolarmente leggera e pensata per facilitare l’accesso dei tecnici alle parti meccaniche. Grazie alla carrozzeria in vetroresina e fibra di Carbonio la massa totale era di appena 970 kg.

Le prestazioni della Lancia Delta S4 sono incredibili ancora oggi, in particolare l’accelerazione. L’auto bruciava lo scatto da 0 a 100 km/h in appena 2,7 secondi (più veloce dell’attuale Ferrari 488 GTB) e da 0 a 200 km/h in 8 secondi, mentre la velocità massima era di 230 km/h. La fama della Delta S4 è legata sicuramente alle sue caratteristiche tecniche e ai successi sportivi nel mondiale rally, ma anche al tragico incidente che ha causato la morte del pilota Henri Toivonen e del copilota Sergio Cresto nel rally di Corsica del 1986. L’episodio purtroppo ha segnato la fine del Gruppo B, abolito dalla Fia a partire dalla stagione successiva per ragioni di sicurezza.

 

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