F1: cos’è e come funziona la cosiddetta partenza manuale

Il Bite Point non verrà più gestito dai box. E’ quindi sbagliato pensare ad una partenza manuale.

Il Gp del Belgio sancirà l’esordio della nuova procedura di partenza, approvata durante l’ultimo Consiglio Mondiale della FIA e definita a più riprese partenza manuale. L’espressione è stato però utilizzata in maniera impropria. Questo perché – leggiamo sul sito della Federazione – i piloti avranno la facoltà di modificare solamente la regolazione del cosiddetto Bite Point, ovvero il punto in cui la frizione stacca.

Lewis Hamilton e compagni non dovranno pertanto gestire acceleratore, frizione e freni, come l’ipotesi di una partenza manuale sembra invece suggerire. La nuova procedura non renderà le partenze una sorta di roulette. Dal Belgio in poi è lecito aspettarsi un maggior numero di partenze al rallentatore e magari non impeccabili, ma è sbagliato sperare che le monoposto restino inchiodate: questo perché il dispositivo antistallo resterà comunque attivo. Ai piloti sarà vietato modificare il Bite Point da quando la monoposto raggiunge la griglia di partenza. Fino ad ora gli ingegneri potevano rilevare il grip dell’asfalto e suggerire al pilota la regolazione più efficace, in maniera da rendere la vettura molto più scattante in partenza.

Da Spa i piloti dovranno scegliere il punto di stacco in maniera indipendente, senza l’aiuto dei box. L’idea non piace comunque a Toto Wolff, team principal della scuderia Mercedes, che ha già parlato di eventuali modifiche. “In questo modo rischiamo di far perdere valore alle qualifiche – il suo commento –. In Belgio valuteremo l’efficacia del provvedimento, ma non escludiamo di sottoporlo a miglioramenti”.

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