Toyota storia azienda: alle origini della casa nipponica

Oltre a ripercorrere la storia dei loghi automobilistici, andiamo alla scoperta anche delle stesse aziende, iniziando questo ciclo d’approfondimento, con la Toyota.

La casa giapponese nasce nel 1890, producendo telai per la tessitura e solo nel 1933 apre la prima filiale dedicata alle automobili.

Il primo motore viene realizzato nel 1934 ed è il Type A, ma, per vedere la prima auto Toyota vera e propria, bisognerà attendere il 1936, quando debutta la Model AA.

Dopo i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale, la Toyota riprende la produzione nel 1947, con il modello SA: una sorta di Maggiolino, con motore a 4 cilindri, carrozzeria aerodinamica e quattro sospensioni indipendenti.

Dopo qualche anno di difficoltà, il mercato Toyota si rialza negli anni ’50, quando inizia a collaborare economicamente con gli Usa: prima, rifornendo l’esercito americano, poi esportando nel mercato statunitense la Crown.

Negli anni ’60, arriva il vero e proprio boom della Toyota, con l’apertura al mercato europeo e l’apertura di stabilimenti di produzione fuori dal Giappone.

I successi sportivi, come le vittorie in gare di rally, e la produzione di 3 coupè (MR2, Super Mark III e Celica T160) fanno conoscere ancora di più il marchio, diffondendolo a livello internazionale.

Il percorso della casa giapponese prosegue, poi, negli anni ’90, con la Carina E e, soprattutto, con  l’ibrida Prius del 1997.

Sarà proprio la seconda generazione della Prius, nel 2005, a conquistare il premio di Auto dell’Anno, mentre l’esperienza in Formula Uno non porterà particolari soddisfazioni.

Attualmente, la Toyota è la maggiore società automobilistica giapponese, producendo circa 9 milioni di veicoli l’anno, dominando il mercato interno e stabilendosi tra le primissime posizioni a livello internazionale.

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