La Bugatti Chiron del record ha rischiato di volare a quasi 450 km/h

Un nuovo capitolo per Molsheim: la evoluzione ultra-high performance sarà in vendita nel 2021, in appena 30 unità e ad un prezzo di 3,5 milioni di euro.

Da quando è stato realizzato, non si fa che parlare dell’incredibile record raggiunto dalla Bugatti Chiron. Stiamo parlando della incredibile velocità di 490 km/h fatta segnare da un esemplare allestito appositamente per tentare l’impresa (da cui verrà prodotta una serie limitata di 30 esemplari). Si tratta di una velocità stratosferica per un’auto stradale, tra l’altro priva di evidenti appendici aerodinamiche per tenere incollata la vettura al suolo.

Proprio sull’aerodinamica della vettura in questi giorni sono state diffuse delle indiscrezioni, in particolare sul fatto che l’auto avrebbe rischiato di prendere letteralmente il volo durante il tentativo di record, come rivelato dallo stesso pilota, l’esperto Andy Wallace. Ma andiamo con ordine.

Il record sul tracciato di VW

Dati alla mano, la prestazione ottenuta all’inizio di agosto sul tracciato di test del Gruppo Volkswagen situato ad Ehra-Lessien (località a poca distanza da Wolfsburg) con al volante Andy Wallace, ha fermato le fotocellule ad una velocità di oltre 490 km/h (per la precisione: 490,48 km/h; appunto, più di 300 miglia orarie: da cui la sigla che identifica il modello-evoluzione di Bugatti Chiron). Tale performance, come accennato, pone Bugatti Chiron Super Sport 300+ ai vertici assoluti del già ristretto “club dei 400 all’ora”, del quale fanno parte la stessa Bugatti Chiron, Hennessey Venom, Koenigsegg Regera e Jesko, McLaren Speedtail, la supercoupé statunitense SSC Tuatara recentemente esposta alla Monterey Car Week, Aston Martin Valkyrie e la “nostra” Mazzanti Evantra Millecavalli.

L’emozione del volo… a quasi 450 km/h

La prestazione da primato fatta registrare da Bugatti Chiron Super Sport 300+ ha avuto, come raccontato dallo stesso Andy Wallace ai taccuini di Wheels, il suo bel momento “da brivido”: ovvero, la nuova hypercar alsaziana si è all’improvviso leggermente sollevata da terra. Il che, nella “normale” guida di tutti i giorni, è una reazione che metterebbe in allarme chiunque. Ma ad una velocità di poco meno di 450 km/h, come è avvenuto in quel momento, corrisponde ad un “volo” di diverse decine di metri. E occorrono fegato ed un gran piede per mantenere la vettura in traiettoria e farla planare senza creare alcuno scompenso. Il circuito-test Ehra Lessien possiede, in un determinato punto, una zona nella quale il fondo stradale diviene leggermente irregolare. Da qui è semplice intuire che, a 447 km/h (velocità tenuta in quel momento da Wallace) anche la minima pendenza può trasformarsi in una “rampa”. Abbiamo volutamente indicato con il termine “volo” il leggero sollevarsi da terra che ha avuto come protagonista la nuova “super-Bugatti”; ciò non toglie che, per evitare che tale situazione potesse aggravarsi (provocando eventuali repentini trasferimenti di peso e differenze di assetto che, sì, potrebbero davvero portare a conseguenze spiacevoli), Andy Wallace abbia avuto la prontezza di spirito di… operare secondo la ricetta dei vecchi rallysti: ovvero, vincere l’istinto di sollevare il piede, al contrario tenendolo bene premuto sul gas, per “ricondurre a più miti consigli” la nuova hypercar. E battere il record.

Sarà in vendita nel 2021

La nuova evoluzione “stratosferica” di Bugatti Chiron ha, di fatto, innalzato di una tacca l’asticella della velocità pura per un’auto “di serie” su strada; e superando proprio la capostipite Bugatti Veyron Super Sport, che nel 2010 fece parlare di sé per avere superato e raggiunto i 430 km/h (431,072 km/h), performance che iscrisse la hypercar alsaziana nel Guinness dei Primati. Va segnalato, per Chiron Super Sport 300+, il ricorso alla medesima combinazione cromatica in nero e arancione per la carrozzeria. Da allora, lo sviluppo tecnologico si è ulteriormente affinato, tanto da consentire alla nuova Chiron Super Sport 300+ di migliorare del 15% il precedente primato.

Attesa sul mercato nel 2021, di Bugatti Chiron Super Sport 300+ si conosce fin da ora, in linea di massima, il prezzo di vendita, che si aggirerà su 3,5 milioni di euro. Una cifra iperbolica, tuttavia giustificata dagli aggiornamenti messi a punto per la realizzazione del nuovo “jet terrestre”, del quale verranno prodotte soltanto 30 unità (e c’è da giurarci che andranno esaurite ad una velocità altrettanto incredibile della prestazione fatta registrare ad Ehra-Lessien).

100 CV in più e ulteriore affinamento aerodinamico

“La nuova Super Sport 300+ rappresenterà qualcosa in più di una ‘semplice’ serie esclusiva: è la ‘luxury hypercar’ più veloce del mondo, nonché testimone dell’immagine Bugatti nella sua piena autenticità”. Così si è espresso il presidente Stephan Winkelmann, indicando la futura “evoluzione” che vedrà la luce nell’usine di Molsheim e che è stata presentata lo scorso weekend in occasione dell’appuntamento finale del “Grand Tour”, un evento “per pochi intimi” affezionati clienti di Molsheim organizzato per celebrare i 110 anni dalla fondazione del marchio Bugatti (e nel quale sono state ripercorse le tappe più importanti della vita di Ettore Bugatti, da Milano via Monaco e Parigi verso Molsheim). Il carattere “hyper” messo in evidenza dal primato velocistico si abbina, dal punto di vista dell’efficienza aerodinamica, ad un upgrade per il corpo vettura che consiste soprattutto in un allungamento (25 cm in più) nella zona posteriore, e nell’adozione di nuove e ancora più raffinate appendici supplementari funzionali al flusso dell’aria. Più nello specifico, Bugatti Chiron Super Sport 300+ presenta nuovi “flaps” agli angoli dello “scudo” anteriore, funzionali ad incanalare il sovrappiù di deportanza che si sviluppa nelle prese d’aria anteriori verso le fiancate della vettura, nuove feritoie sui passaruota e direttamente dietro alle ruote anteriori utili a dissipare le pressioni in eccesso dalle aree dei parafanghi, in modo da creare una leggera portanza all’avantreno che contribuisce a ridurre la resistenza all’avanzamento. “In coda”, l’elemento che domina il disegno di Bugatti Chiron Super Sport 300+ è, come accennato, il vistoso allungamento dello sbalzo posteriore (la cosiddetta “Longtail”), una soluzione chiaramente mutuata dal motorsport (e dalle competizioni Endurance in particolare: venne per la prima volta utilizzata nella seconda metà degli anni 60 dalle vetture Sport Prototipo che prendevano parte alle gare di durata sui circuiti più veloci, come ad esempio la 24 Ore di Le Mans), che permette un flusso maggiormente “lineare” lungo la parte superiore del veicolo e, nel caso di Bugatti Chiron Super Sport 300+, aumenta del 40% la capacità di penetrazione dell’aria. In più, grazie ad una inedita configurazione dell’impianto di scarico, la parte centrale del diffusore inferiore è anch’essa in grado di generare una certa quantità di portanza negativa. Ciò, all’atto pratico, permetterà di mantenere l’ala posteriore in posizione “ritratta” (ovvero nella configurazione improntata alla massima velocità).

Una rilevante novità si prepara ad interessare la componente meccatronica: fermo restando il mantenimento dell’unità motrice V16 da 8 litri, sovralimentata con quattro turbocompressori, la potenza sarà di 1.600 CV, vale a dire 100 CV tondi tondi in più rispetto a Bugatti Chiron “standard”. Bocche cucite, al momento, riguardo alla velocità massima: sebbene l’esemplare pre-serie sia stato rilevato ad oltre 490 km/h, potrebbe esserne ipotizzabile una “limitazione” a 440 km/h. Staremo a vedere.

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