Crisi Lancia 2025: vendite giù del 64%. Quale futuro per il marchio?
C’è un vento gelido che soffia sulle sorti di Lancia, un marchio che ha scritto pagine leggendarie dell’automobilismo italiano e internazionale ma che oggi si trova a fare i conti con numeri impietosi e un futuro appeso a un filo. Le cifre parlano chiaro: nel 2025 le vendite del brand sono crollate a quota 11.754 unità, segnando un tracollo verticale del 64% rispetto ai fasti di un tempo. Un dato che, se confrontato con il picco di 67.225 auto raggiunto nel 2016, rende l’idea di quanto profonda sia la crisi che sta travolgendo il marchio. A nulla, almeno per ora, sono valsi il lancio della nuova Ypsilon a febbraio 2024 e l’apertura di ben 70 showroom in Europa: la parabola discendente sembra inarrestabile e la domanda sorge spontanea – cosa ne sarà del glorioso marchio torinese?
I dati raccolti dall’ACEA (Associazione Europea dei Costruttori di Automobili) e dallo studio indipendente Dataforce sono lì a testimoniare la profondità del baratro: le immatricolazioni del 2025 si sono fermate a circa 11.700 vetture, una cifra che fa quasi rabbrividire se si pensa a quando Lancia era ancora sinonimo di eleganza e innovazione. Un vero e proprio precipizio, che misura la perdita di appeal internazionale accumulata nel corso dell’ultimo decennio. Eppure, la nuova Ypsilon era stata presentata come la carta vincente per il rilancio del brand, una vettura in grado di riscrivere le regole del segmento e restituire smalto a un nome glorioso. Ma la realtà, come spesso accade, è stata ben più spietata.
Il problema principale? Un posizionamento di prezzo troppo elevato, che ha messo la nuova Ypsilon in rotta di collisione con concorrenti interne come la Peugeot 208 e la Opel Corsa, entrambe figlie dello stesso gruppo Stellantis. Un paradosso che ha reso ancora più difficile per Lancia ritagliarsi uno spazio nel cuore degli automobilisti europei, soprattutto considerando che negli ultimi anni il marchio aveva perso gran parte della sua identità internazionale, trasformandosi in un brand esclusivamente italiano. Una metamorfosi che, invece di valorizzare il ricco patrimonio storico del marchio, ne ha sancito la marginalizzazione, lasciando la Ypsilon a combattere una battaglia impari su un mercato sempre più affollato e competitivo.
Il piano di rilancio, sulla carta, è ambizioso: nel 2025 dovrebbe debuttare la nuova Gamma, una vettura che richiama alla memoria uno dei modelli più iconici della storia del marchio, mentre entro la fine del decennio è previsto il ritorno della leggendaria Delta. Ma la domanda che aleggia nell’aria è se tutto questo sarà sufficiente a invertire la rotta. Le parole di Antonio Filosa, CEO di Stellantis, non lasciano spazio a fraintendimenti: “Stiamo valutando la sostenibilità a lungo termine di tutti i 14 marchi del gruppo, nessuno escluso”. Un messaggio chiaro, che suona come un campanello d’allarme per chi ancora spera in una rinascita in grande stile di Lancia.
Nel frattempo, anche altri brand del gruppo stanno attraversando acque agitate: DS Automobiles, ad esempio, ha registrato un calo delle vendite del 22,5% nel difficile 2025 di Stellantis. Un segnale che il malessere non riguarda solo Lancia, ma si estende a tutto il gruppo, impegnato in una complessa opera di razionalizzazione e riposizionamento sul mercato europeo e globale.
La situazione, insomma, è tutt’altro che rosea. La Ypsilon, pur essendo stata concepita come la punta di diamante del rilancio, si è scontrata con una realtà fatta di concorrenza interna, prezzi poco competitivi e una clientela sempre più esigente e attenta. Il rischio, concreto, è che Lancia si ritrovi a dover lottare non solo contro i competitor esterni, ma anche contro le scelte strategiche di un gruppo che, in nome della sostenibilità e della redditività, potrebbe decidere di sacrificare i marchi meno performanti. In questo scenario, il ritorno della Gamma e della Delta rappresenta più una scommessa che una certezza, un tentativo disperato di riconquistare terreno in un mercato che sembra ormai aver voltato pagina.
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