Corvette ZR1X: quarto di miglio in 8,67 s con powertrain ibrido
Nel cuore pulsante dell’America automobilistica, là dove la passione per le quattro ruote si respira nell’aria di Bowling Green, è nata una creatura destinata a far tremare i polsi agli appassionati e a ridefinire i confini delle supercar. La Chevrolet Corvette ZR1X non è soltanto una nuova declinazione del mito a stelle e strisce: è un vero e proprio schiaffo alle convenzioni, un manifesto di prestazioni che fino a ieri si pensavano riservate alle hypercar dal prezzo proibitivo. Basta snocciolare i numeri per capire che siamo davanti a qualcosa di diverso, di dirompente, che scuote dalle fondamenta l’idea stessa di performance accessibile.
Perché quando si parla di 0 60 1.68 secondi, il riferimento non è più alle solite super sportive, ma si entra nel terreno sacro delle auto da sogno, quelle che fanno sgranare gli occhi anche agli addetti ai lavori. Eppure, qui, non si tratta di una vettura artigianale costruita in pochi esemplari, ma di una vera Corvette, figlia della tradizione ma proiettata verso il futuro. L’accelerazione, semplicemente brutale, si accompagna a un altro dato che farà discutere: il quarto miglio 8.675 secondi, a una velocità di uscita di 159 mph. Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: la ZR1X è una supercar nata per sorprendere, per mettere in discussione la gerarchia prestazionale mondiale.
Il segreto? Un powertrain ibrido che rappresenta la sintesi perfetta tra tradizione e innovazione. Il cuore pulsante è un V8 LT7 da 5,5 litri twin turbo, ma la vera magia arriva dal motore elettrico sull’asse anteriore: la combinazione genera la bellezza di 1250 cavalli complessivi. Un dato che, oltre a far salire l’adrenalina, si traduce in una trazione integrale intelligente, capace di sfruttare la spinta elettrica per ottimizzare la partenza e mantenere la vettura incollata all’asfalto. Non si tratta solo di potenza pura, ma di una gestione raffinata, che permette di ripetere run consecutivi sotto gli 8,8 secondi con una costanza che lascia a bocca aperta. E tutto questo con pneumatici di serie, i Michelin Pilot Sport 4S, e ruote in fibra di carbonio opzionali, per sottolineare quanto la Corvette giochi la carta della “normalità” anche quando le prestazioni sono da record.
Il confronto con le rivali europee ed elettriche è inevitabile e qui la ZR1X gioca le sue carte migliori. Prendiamo la Rimac Nevera, regina delle drag strip con i suoi 7,90 secondi nel quarto di miglio: un mostro da oltre due milioni di dollari, pensato per pochi eletti. La Corvette, invece, con un prezzo di partenza fissato a 209.700 dollari, mette sul piatto performance che, pur distanti di qualche decimo dalla croata, sono assolutamente paragonabili a quelle delle hypercar più blasonate, come la Pininfarina Battista, che si ferma a 8,55 secondi. Il tutto, però, a una frazione del prezzo, riscrivendo il concetto di valore e democratizzando le prestazioni estreme.
Non è un caso che i test siano stati condotti in condizioni rigorosamente controllate, su una pista preparata, con benzina da 93 ottani e una calibrazione motore omologata per tutti i 50 stati americani. La Chevrolet, insomma, non si nasconde dietro risultati ottenuti in laboratorio, ma punta a dimostrare la reale fruibilità della vettura anche in ambito stradale, pur con le dovute cautele. È un approccio pragmatico, quasi “americano”, che mette al centro la sostanza più che l’apparenza, e che vuole lanciare un messaggio chiaro all’industria: le prestazioni non sono più appannaggio esclusivo di pochi, ma possono essere alla portata di una platea molto più ampia.
La strategia è chiara: scardinare la narrazione europea delle hypercar artigianali, dimostrando che anche una sportiva prodotta in serie può raggiungere – e in alcuni casi superare – i livelli delle regine del Vecchio Continente. Il messaggio che arriva da Bowling Green è inequivocabile: l’America c’è, e fa sul serio. Seguiranno, come è giusto che sia, test indipendenti e confronti su fondi diversi, per verificare la reale consistenza delle prestazioni. Ma una cosa è certa: la Chevrolet Corvette ZR1X ha già spostato l’asticella delle aspettative e, con lei, il futuro delle supercar non sarà più lo stesso.
Ti potrebbe interessare