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Codice della Strada, chiarimenti sull'uso di stupefacenti alla guida

Di Emanuela Termonte
Pubblicato il 12 mag 2025
Codice della Strada, chiarimenti sull'uso di stupefacenti alla guida
Nuova circolare MIT chiarisce la normativa sulla guida sotto effetto di droghe: accertamenti mirati e tutele per chi assume farmaci prescritti

La recente circolare del Ministero dei Trasporti (MIT) ha introdotto una svolta significativa nell’applicazione delle norme relative alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Non sarà più sufficiente rilevare tracce di droga nel sangue o nella saliva per applicare sanzioni: sarà necessaria la dimostrazione che tali sostanze abbiano effettivamente compromesso le capacità del conducente al momento del controllo. Questo chiarimento rappresenta un passo importante per garantire un’applicazione più equilibrata e rispettosa del Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre 2024.

Test antidroga

La direttiva del MIT, indirizzata a prefetture e forze dell’ordine, si concentra su uno dei punti più controversi del nuovo quadro normativo. In precedenza, bastava un test antidroga positivo per sospendere la patente, indipendentemente dal momento dell’assunzione della sostanza. Questo approccio aveva suscitato dubbi di legittimità costituzionale, sollevati in particolare dal tribunale di Pordenone. Ora, le nuove linee guida richiedono un accertamento più rigoroso, basato su test salivari preliminari e analisi di laboratorio per identificare i metaboliti e confermare l’effettiva alterazione delle capacità psicofisiche.

Una novità particolarmente rilevante riguarda i pazienti in terapia farmacologica. Coloro che assumono farmaci prescritti a base di oppioidi o psicofarmaci non saranno penalizzati, purché i medicinali siano regolarmente prescritti da un medico. Questa distinzione tra uso terapeutico e ricreativo rappresenta una tutela fondamentale per i cittadini, evitando sanzioni ingiuste a chi segue terapie mediche.

Forze dell’Ordine vigili

Nonostante le modifiche interpretative, il Ministero ha sottolineato che queste indicazioni non alterano la sostanza del Codice della Strada, ma ne chiariscono l’applicazione. Questo cambiamento è volto a ridurre le controversie legali che avevano caratterizzato l’applicazione della normativa precedente e a garantire una maggiore equità. La necessità di dimostrare l’alterazione in atto durante la guida introduce un criterio più stringente, che mira a bilanciare sicurezza stradale e tutela dei diritti individuali.

Dal punto di vista operativo, le autorità saranno chiamate a seguire un protocollo ben definito. Dopo un test salivare iniziale, saranno eseguite analisi più approfondite in laboratorio. Questo processo richiederà un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine e i laboratori specializzati, oltre a un investimento in formazione per garantire l’applicazione uniforme delle nuove regole. Inoltre, la circolare prevede che le prove raccolte siano sufficientemente solide da resistere a eventuali contestazioni legali, aumentando così la trasparenza e l’affidabilità dei procedimenti.

Resta da vedere come queste disposizioni saranno recepite nella pratica e se riusciranno a risolvere le problematiche che hanno segnato il passato. L’impatto della circolare MIT sarà valutato nei prossimi mesi, con particolare attenzione alla sua capacità di ridurre i contenziosi e di migliorare la sicurezza sulle strade italiane. Tuttavia, l’enfasi sulla necessità di dimostrare l’alterazione in atto durante la guida rappresenta già un passo avanti verso un’applicazione più giusta e proporzionata delle norme sulla guida sotto l’effetto di stupefacenti guida.

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